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Alitalia, altro che AirFrance-Klm. Ora si cerca un nuovo partner

Nel 2013 scade il vincolo che obbliga i soci italiani della compagnia di bandiera a vendere le quote solo tra loro. E mentre i francesi fanno melina, si cercano nuovi accordi e le attenzioni si spostano sull'emiratina Etihad e sull'indiana Jet Airways

Alitalia, altro che AirFrance-Klm. Ora si cerca un nuovo partner Alitalia, altro che AirFrance-Klm. Ora si cerca un nuovo partner
Foto Roberto Monaldo / LaPresse06-10-2011 RomaEconomiaPresentazione del nuovo aereo Embraer ERJ 190 dell'AlitaliaNella foto Roberto Colaninno (Presidente Alitalia)Photo Roberto Monaldo / LaPresse06-10-2011 RomePresentation of the new Embraer  airplane by AlitaliaIn the photo Roberto Colaninno

Tag:  AirFrance-klm Alitalia Andrea Ragnetti Etihad Google News

di Redazione

di Alessandra Gerli

L’Air France-Klm? Già detiene il 25 per cento dell’Alitalia e, se potesse, “ci risucchierebbe con l’aspirapolvere”. Peccato che “in questo momento non possa”. Anche perché “nessuno di noi è disposto a farsi aspirare come polvere”. Niente dichiarazioni ufficiali. Ma, informalmente, sono queste le impressioni raccolte sul fronte dei 20 azionisti italiani dell’Alitalia.

Una risposta alle parole sibilline pronunciate dal numero uno del gruppo francese Jean-Cyril Spinetta una settimana fa, alla presentazione dei risultati dell’Air France-Klm nel 2011 (chiuso con ricavi in crescita del 4,5 per cento a 24,36 miliardi di euro, ma un deficit operativo di 353 milioni e una perdita netta di 809 milioni) .

Interrogato sul possibile acquisto dell’Alitalia nel 2013, quando scadrà il vincolo che obbliga i soci italiani a vendersi le quote solo tra loro, Spinetta ha negato: “Non c’è assolutamente niente di questo tipo in preparazione” ha affermato. Ma solo per rilanciare la palla nel campo tricolore: “Spetta agli investitori italiani decidere come vedono il loro futuro ” ha asserito. Optassero per “un acquisto da parte di Air France-Klm, noi vedremo se sarà possibile procedere”.

Gli italiani si aspettano al contrario una “proposta accettabile” da parte francese. Riconoscono che l’Air France-Klm è “una grande compagnia” e “un partner molto importante” per l’Alitalia. “Noi, però, non siamo supini”, mettono in chiaro. E assicurano  di non voler vendere, “almeno per il momento”, e anzitutto “non svendere”.

L’indiscrezione del quotidiano francese La Tribune, che ha parlato di piano di Spinetta per “croquer”, letteralmente "sgranocchiarsi" l’Alitalia, pagandola non in contanti ma attraverso uno scambio di azioni, dal fronte nazionale è considerata “suggestiva”, ma “impraticabile stante gli attuali valori di Borsa”, con l’Air France che dal 2011 a oggi è passata da 4 a 1,2 miliardi di euro di capitalizzazione.

L’ipotesi di scaricare il socio francese e di vendere alla Lufthansa, che secondo La Tribune sarebbe già stata minacciata dagli italiani, viene bollata come “una fantasia”.

Quel che ci vorrebbe, semmai, secondo gli azionisti italiani dell’Alitalia è un nuovo partner, in grado di portare risorse finanziarie, ma soprattutto business, ovvero passeggeri e rotte sulle quali l’Alitalia non vola, nonché la capacità di valorizzare l’hub di Roma Fiumicino.

Il bersaglio più gradito? La Etihad, compagnia di Abu Dhabi in grande spolvero, che ha appena messo a segno il primo profitto netto dei suoi otto anni di storia (14 milioni di dollari, nel 2011, su un fatturato in crescita del 36% a 4,1 miliardi), ha rilevato il 40 per cento dell’Air Seychelles alla fine di gennaio e lo scorso dicembre si è aperta un varco in Europa diventando il primo azionista della seconda compagnia aerea tedesca, l’Air Berlin. Con la Etihad, del resto, l’Alitalia già collabora sul fronte commerciale.

Altra candidata apprezzata, la Jet Airways, che grazie a una crescita esplosiva è diventata la prima aerolinea dell’India e ha anch’essa un accordo di cooperazione commerciale con l’Alitalia.

Jet Airways o Etihad, per ambo i possibili nuovi partner sarebbe indispensabile l’ok dell’Air France. Ma lo stesso Spinetta, che fino a ieri definiva le concorrenti mediorientali come "i killer della nostra industria", ha ora aperto a una collaborazione proprio con la Etihad.

Intanto, l’assemblea del 26 marzo rinnoverà il consiglio di amministrazione dell’Alitalia. In entrata è dato per sicuro Elio Catania, ex numero uno delle Fs e della milanese Atm, ora nel consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, la banca socia al 10 per cento dell’Alitalia.

Prima che le scelte convergessero su Andrea Ragnetti , alcuni azionisti avrebbero voluto proprio Catania come nuovo amministratore delegato al posto del dimissionario Rocco Sabelli.

Il re dell’acciaio Emilio Riva, primo socio italiano con il 10,6 per cento e finora rappresentato dal giovane nipote Massimo Angelo, è intenzionato a reclamare un secondo consigliere, come gli consente lo statuto.

Quattro consiglieri in vista, al posto dei tre attuali, anche per l’Air France-Klm.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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