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Aspi, il nuovo ammortizzatore sociale firmato Elsa Fornero

Coprirà tutti i lavoratori che hanno perso il posto, compresi i precari delle aziende private e della pubblica amministrazione. Prevede un indennizzo iniziale di 1.119 euro che dopo i primi sei mesi scenderà del 15% e dopo ulteriori sei di un altro 15%. Perplesse le parti sociali

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Tag:  Aspi disoccupazione elsa fornero Google News governo

di Andrea Telara

Una sigla di quattro lettere, ancora sconosciuta a gran parte degli italiani, ma che in futuro potrebbe rappresentare la speranza di milioni di disoccupati in tutta la Penisola. Si chiama Aspi (assicurazione sociale per l'impiego) ed è il nuovo ammortizzatore sociale con cui il ministro del welfare, Elsa Fornero, vorrebbe cambiare il sistema delle protezioni ai senza lavoro, con un percorso graduale che enterà a regime tra il 2012 e il 2015. Ecco come funziona e  chi ne beneficierà, almeno secondo le indiscrezioni disponibili fino ad ora.

TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO

UN SUSSIDIO PER TUTTI (O QUASI). Si tratta di un sussidio destinato a una vasta platea di lavoratori disoccupati, purché abbiano alle spalle almeno 52 settimane di contribuzione nell'arco dell'ultimo biennio. I beneficiari potranno essere tutti gli ex-dipendenti delle aziende private (stabili e precari) ma anche gli impiegati pubblici che hanno lavorato con un contratto a termine o flessibile.

IMPORTI E DURATA. L'ammontare iniziale del sussidio dovrebbe essere attorno a 1.119 euro (anche se non è ancora ben chiaro se si tratti di una soglia massima prevista per l'assegno o di un importo medio stimato dal governo). La durata del trattamento sarà di 12 mesi, che saliranno a 15 per i disoccupati con più di 58 anni di età. Dopo il primo semestre, l'importo dell'assegno dovrebbe scendere del 15% e di un altro 15% dopo altri 6 mesi (per chi, come gli ultra 58enni, beneficia del trattamento per un periodo più lungo).

VIA I VECCHI SUSSIDI. Non è chiaro neppure (almeno non lo è nel dettaglio) come verranno reperite le risorse necessarie a coprire la spesa per il nuovo ammortizzatore sociale. Quasi certamente, l'Aspi sostituirà tutti i sussidi ai senza lavoro oggi esistenti in Italia, che non rientrano nella cassa integrazione guadagni (cig) ordinaria e in parte di quella straordinaria. Quest'ultima rimarrà in piedi, ma soltanto per le aziende in stato di crisi (anche grave) e non per le imprese che hanno già cessato la propria attività. Per far posto al nuovo sussidio,  invece, scompariranno (gradualmente entro il 2015) gli assegni e gli incentivi di mobilità, oltre ai vecchi sussidi alla disoccupazione, compresi quelli oggi corrisposti agli ex-apprendisti e (in forma una tantum) ai collaboratori a progetto (co.co.pro).

LA COPERTURA FINANZIARIA. Per le indennità destinate a sparire, lo stato italiano ha speso lo scorso anno un totale di circa 13 miliardi di euro , che in futuro dovrebbero dunque essere destinati all'Aspi. Una parte delle risorse sarà raccolta anche aumentando la contribuzione a carico dei lavoratori e delle imprese, con una crescita delle aliquote nell'ordine dell'1,3% per i i contratti di assunzione stabile e dell'1,4% per i precari.

Nelle ultime 48 ore, è circolata l'ipotesi di convogliare verso il nuovo ammortizzatore sociale anche una quota dei risparmi ottenuti con la riforma delle pensioni, che dovrebbero raggiungere una cifra complessiva di 5-6 miliardi di euro già nel 2013.

SINDACATI SCETTICI. Per il momento, i maggiori sindacati hanno accolto con poco entusiasmo le proposte del ministro Fornero. La Cgil, per esempio, sostiene che il governo non abbia fatto bene i conti e che il nuovo ammortizzatore sociale non riuscirà a copire (com'era nelle intenzioni iniziali) una vasta platea di lavoratori, ovvero circa 12 milioni di persone.

La Cisl teme invece gli effetti dell'eliminazione degli assegni di mobilità, che oggi arrivano sino all'80% dello stipendio e durano per un periodo che varia tra 12 e 48 mesi (a seconda dell'età e della zona di residenza del lavoratore). Si tratta di un trattamento ben più generoso di quello previsto con la creazione dell'Aspi.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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