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Banche francesi nella lista nera di Moody's. E anche il Brasile corre in soccorso dell'euro

L'agenzia di rating declassa Crédit Agricole e Société Générale, ma risparmia BNP Paribas. Borse sempre giù. Presto vetrtice dei BRICS per discutere su come salvare l'eurozona

Banche francesi nella lista nera di Moody's. E anche il Brasile corre in soccorso dell'euro Banche francesi nella lista nera di Moody's. E anche il Brasile corre in soccorso dell'euro

Tag:  Angela Merkel Bnp-Paribas Brics Crédit Agricole crisi del debito

di Redazione

Si preannuncia un'ennesima giornata nera per le Borse europee che sin dall'apertura stanno tutte lasciando sul campo ingenti perdite. Sulla scia delle Piazze asiatich e che hanno chiuso con i listini al livello peggiore dell'ultimo anno. Tokyo ha segnato un -1-1%.

E Bruxelles continua a tremare per la stabilità dell'euro. Il rischio di un possibile default della Grecia ha gettato il panico sui mercati e ha messo seriamente in discussione la sopravvivenza stessa della moneta comunitaria. Colpiti dalle piazze finanziarie soprattutto i titoli bancari, proprio nel giorno in cui arriva la notizia che la società di rating Moody's ha declassato due banche francesi, Crédit Agricole e Société Générale, risparmiando BNP Paribas.

La decisione di Moody's che ha declassato da A1 ad A2 Crédit Agricole e da A2 ad A3 Société Générale è motivata dalla forte esposizione dei due istituti bancari ai titoli greci e dalla forte dipendenza di Société Générale dagli aiuti pubblici. Riguardo a BNP Paribas, Moody's ha reiterato la sua nota negativa riguardo alla stabilità dell'istituto, che è particolarmente esposto alla fragilità dei debiti esteri, senza però procedere al momento ad alcun downgrading, visto il rigoroso piano di "risanamento" che la banca metterà in atto sin dai prossimi mesi.

BNP Paribas ha infatti in programma di vendere 70 miliardi di euro di asset considerati rischiosi per calmare i timori dei propri investitori e punterà a ridurre i propri finanziamenti in dollari di 60 miliardi entro il 2012.

Intanto l'euro continua a svalutarsi rispetto al dollaro e i mercati restano segnati dall'incertezza , mentre si attende la decisione della Cina riguardo all'acquisto da parte di Pechino di titoli di Stato italiani. Ma non è solo la Cina a correre in aiuto dell'Europa; anche gli altri Paesi del cosiddetto gruppo dei BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) si sono detti disposti a trovare una soluzione comune per salvare l'eurozona e si incontreranno la prossima settimana per valutare eventuali passi.

Il ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega, ha dichiarato che i ministri delle finanze e i presidenti delle banche centrali dei cinque Paesi BRICS discuteranno della crisi di debito nell'eurozona il prossimo 22 settembre a Washington. "Ci incontreremo a Washington per parlare di come aiutare l'Unione europea a uscire da questa difficile situazione", ha detto Mantega.

E oggi si dovrebbe tenere un incontro tra Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e il primo ministro greco, Papandreou. Ma la Cancelliera è stata molto chiara sin da subito: "La mia posizione è trasparente sin dall'inizio - ha dichiarato la Merkel alla vigilia del vertice a tre - credo che sia necessario fare tutto il possibile per mantenere l'eurozona politicamente unita. Perché altrimenti presto avremo un effetto domino".

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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