Grande risalto è stato giustamente dato dai giornali ai dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze secondo cui un italiano su tre (il 27% a essere precisi) non paga un euro di Irpef.
Ma ci sono altri dati interessanti su cui riflettere: sono quelli che rivelano quanto costa pagare le tasse, oltre all'importo dovuto, per artigiani, autonomi, professionisti e piccole aziende, le partite Iva in generale. Secondo una ricerca condotta per il sito Contribuenti.it dal KRLS Network of Business Ethics , il peso della burocrazia fiscale può raggiungere la cifra di 4900 euro l'anno.
Una specie di tassa aggiuntiva, che comprende tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquisto dei software fiscali, della tenuta della contabilità, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per la privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale.
Costi che incidono in maniera rilevante sulle imprese, specie se piccole. E fanno impressione se paragonati a quelli del resto d'Europa : 1320 euro è quanto spendono in media i francesi, 1290 euro i britannici, 1080 euro in Olanda e la palma di burocrazia più soft va agli svedesi con soli 850 euro. Certo, il costo della burocrazia non può servire da scusa per giustificare l'evasione fiscale, ma può servire a spiegarne una delle tante cause. Resta il fatto che a causa dell'estensione del fenomeno in Italia , chi le tasse le paga deve subire una pressione fiscale maggiore, che si può calcolare in 3000 euro l'anno, secondo la Cgil.
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