TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
Tra gli ostacoli che complicano la vita a tante piccole e medie imprese italiane c’è sicuramente il ritardo con cui troppo spesso la pubblica amministrazione effettua i pagamenti. Proprio per cercare di arginare questo fenomeno, nella recente Legge di stabilità licenziata dal precedente governo Berlusconi, all’Art.13 è stata introdotta una norma che prevede l’obbligo di certificazione dei debiti da parte dell’ente locale, una pratica che prima era lasciata al potere discrezionale dell’ente stesso. E ora ci si attende che il nuovo Governo Monti la approvi.
Tale procedura dovrebbe permettere alle aziende di poter scontare il debito in banca con maggiore facilità. Si tratta dunque di una misura tampone, che però è stata comunque accolta positivamente dal mondo delle imprese, come conferma a Panorama.it Paolo Galassi presidente della Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media industria privata , che rappresenta gli interessi di circa 120.000 aziende manifatturiere, con 2,3 milioni di dipendenti.
“Il provvedimento – dice Galassi – potrebbe essere utile, perché prova contemporaneamente ad affrontare due problemi chiave del nostro Paese: uno Stato che non ha soldi per pagare le imprese e banche che a loro volta non hanno soldi da prestare alle aziende o, se lo fanno, applicano tassi elevati”. Un tema questo su cui tra l'altro proprio oggi è intervenuto anche il presidente della Bce Mario Draghi, che ha confermato l'esistenza in Europa di una stretta del credito che "strozza soprattutto le Pmi".
Ed è proprio questo il nocciolo di molti dei drammi attuali delle piccole e medie imprese italiane come sottolinea ancora Galassi. “Le Pmi rappresentano a livello territoriale le prime fornitrici di servizi per Comuni, Province, Regioni, Asl e tutto ciò che costituisce la pubblica amministrazione. I ritardi nei pagamenti, che possono arrivare anche dopo due anni, creano disagi enormi”.
Una complicazione questa che ha due effetti negativi. “Da una parte le imprese rischiano il fallimento – sottolinea Galassi -, dall’altro i prezzi praticati potrebbero risentire del carico degli oneri finanziari che le imprese dovranno sopportare. In questo senso accelerare i pagamenti potrebbe anche far scendere i prezzi dei servizi”.
Ecco perché dunque la certificazione obbligatoria potrebbe essere un piccolo passo nella direzione giusta. Solo che ora la palla passa al nuovo presidente del Consiglio Mario Monti. Dovrà essere infatti il ministero dell’Economia a dare esecuzione pratica al provvedimento, emanando entro 90 giorni i necessari decreti attuativi. Solo allora tra l’altro si potrà capire nello specifico quello che effettivamente la norma permette, tenendo presente fin d’ora che, ad esempio, il provvedimento esclude dall’obbligo di certificazione gli enti del Servizio sanitario nazionale. “Resta il fatto che – fa notare in chiusura Galassi - la vera svolta sarebbe comunque sempre quella di accelerare i pagamenti, solo così le aziende potrebbero davvero uscire da questa morsa”.
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