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Imu Bis, cos'è e chi pagherà la nuova imposta sugli immobili

È una tassa di scopo. Ecco come funziona la norma che risale all'era Prodi

Imu Bis, cos'è e chi pagherà la nuova imposta sugli immobili Imu Bis, cos'è e chi pagherà la nuova imposta sugli immobili
di Giuseppe Cordasco

Non bastava l’Imu, la nuova tassa sulla casa che ha sostituito la vecchia Ici, ora a preoccupare i già traballanti bilanci di molte famiglie italiane c’è una nuova minaccia, ribattezzata subito Imu bis o Imu 2. Si tratta di una tassa di scopo, ovvero un'imposta che colpisce gli immobili ma che è legata alla realizzazione di precisi investimenti da parte dei Comuni. La sua ideazione per una volta non si deve al governo Monti, che pure ha introdotto delle variazioni, ma risale addirittura al 2007 introdotta dal governo Prodi.

COS'È

La misura fu inserita nella Finanziaria del 2007 e doveva servire a fornire ai Comuni che ne avessero voluto fare uso la liquidità necessaria per realizzare opere pubbliche, dalle strade alle piazze per intenderci. In realtà però era previsto un limite ben preciso, e cioè che si potesse finanziare solo il 30% dell'opera con l'imposta, mentre per il resto si doveva comunque attingere alle casse comunali.

È forse proprio per questo che nel corso degli anni solo una ventina di amministrazioni locali ha sfruttato la tassa in questione. Nel frattempo l’Imu bis è stata inserita nel decreto sul Federalismo fiscale del 2011 e dopo questa sorta di percorso carsico è ritornata in auge con il governo Monti.

LE NOVITA'

Il nuovo esecutivo ha però modificato in maniera sostanziale le limitazioni all’uso dell’Imu bis, rendendola di fatto molto più appetibile per i Comuni. Quando infatti l’imposta in questione è stata inserita nel decreto sulle semplificazioni , è stato allungata da cinque a dieci anni la sua applicabilità ma soprattutto è stato stabilito che con l’Imu Bis si possano finanziare opere pubbliche al 100%. Un ponte, insomma, potrà essere pagato completamente con le tasse dei cittadini.

È evidente come i Comuni, che già lamentano pesanti tagli ai trasferimenti e che devono rinunciare anche alla metà dell’Imu che finisce direttamente nelle casse dello Stato, potrebbero vedere in questa nuova imposta il modo più veloce e pratico per fare cassa.

ROMA NON LA APPLICHERA'

Chiamati pesantemente in causa i Comuni però non ci stanno a passare per chi infligge tasse ai propri cittadini. Proprio questa mattina ad esempio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è subito affrettato a precisare che la Capitale non intende in nessun modo utilizzare questa nuova tassa di scopo, aggiungendo che “l’Imu stabilita dal governo è già molto pesante”.

Una presa di distanze che non è detto trovi d'accordo tanti altri sindaci costretti dai tagli del governo a far fronte in piena emergenza alle proprie necessità contabili.

I DUBBI SULLA TASSA

Per il momento comunque non ci sono certezze che questa seconda tassa sugli immobili concluda indenne il suo percorso legislativo. Non appena infatti si sono innescate le polemiche, molti parlamentari si sono affrettati ad annunciare che in sede di revisione del decreto fiscale in Senato, l’Imu Bis potrebbe essere di nuovo modificata se non cancellata. Tra l’altro su di essa incombe anche un giudizio di dubbia costituzionalità, visto che si tratterebbe di una tassazione doppia sulla casa, per la quale infatti già di pagherà l’Imu.

Dal canto suo, investito della cosa, il presidente del Consiglio Mario Monti è rimasto molto sul vago, facendo sapere che l’Imu bis appartiene al gruppo di “idee magari ottime ma che non sono necessariamente nella mente del Governo”. Ovvio però che per quanto accaduto finora, gli italiani si fidino poco, e la preoccupazione resta ancora molto alta.

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