Nuovi sussidi alla disoccupazione universali, al posto degli assegni di mobilità e della cassa integrazione straordinaria. È il progetto del ministro del welfare, Elsa Fornero , per cambiare il sistema degli ammortizzatori sociali , con un provvedimento che verrà inserito nella prossima riforma del mercato del lavoro ma che, presumibilmente, entrerà a regime soltanto nell'autunno del 2013.
"Per adesso, dobbiamo gestire la crisi economica con gli ammortizzatori sociali che esistono già", ha detto oggi Fornero incontrando assieme al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera , i rappresentanti di Confindustria e dei sindacati, per un secondo tavolo di confronto sulla riforma del welfare, che dovrebbe andare in porto entro la fine di marzo.
L'idea del ministro è di sfoltire, dal prossimo anno in poi, la giungla di sostegni alla disoccupazione esistenti nel nostro paese, partendo innanzitutto dallacassa integrazione guadagni (Cig) , di cui beneficiano oggi più di 320mila persone. Questo ammortizzatore sociale esiste in 3 versioni diverse: quella ordinaria e quella straordinaria, a cui si è aggiunta negli ultimi anni la cassa integrazione in deroga.
Secondo le intenzioni del governo, in futuro dovrebbe sopravivere soltanto la Cig ordinaria, che consente alle aziende in difficoltà di lasciare temporaneamente a casa una parte dei propri dipendenti, ai quali spetta un sussidio (pagato dall'Inps e finanziato con i contributi dei lavoratori e delle imprese) fino all'80% dello stipendio, con un tetto massimo tra 850 e 1.000 euro netti. La cassa integrazione ordinaria è però riservata soltanto ad alcune categorie di aziende, in particolare a quelle che operano nell'industria e nell'edilizia e che hanno alle proprie dipendenze più di 15 addetti.
Il ministro Fornero vorrebbe estendere gli assegni della Cig a una platea più vasta di lavoratori, includendo anche i dipendenti di imprese che operano in altri settori come il commercio, le assicurazioni e il credito. I sindacati dovrebbero però accettare una contropartita: l'eliminazione della cassa integrazone in deroga e soprattutto di quella straordinaria, che oggi viene applicata nelle aziende con più di 15 addetti che stanno attraversando un preiodo di crisi, per esempio una fase di riconversione e ristrutturazione, o addirittura sono in stato di fallimento. Si tratta dunque di situazioni particolarmente gravi (e non di difficoltà temporanee come per la Cig ordinaria), che portano spesso le aziende a chiudere battenti.
In questi casi, dall'autunno del 2013 in poi, la cassa integrazione straordinaria dovrebbe sparire. Stessa sorte toccherebbe anche agli assegni di mobilità , un'altra forma di sussidio ai senza lavoro che arriva fino all'80% del salario (escluse le componenti variabili) e che, in genere, viene erogato ai disoccupati che hanno terminato il preiodo della cassa integrazione o che non ne avevano diritto. Sia la Cig, sia la mobilità dovrebbero essere sostituite da un sostegno universale alla disoccupazione, erogato a tutti i lavoratori che perdono il posto, indipendentemente dalle mansioni che svolgono e dal settore in cui operano.
A dire il vero, un sussidio di questo tipo esiste già in Italia ma ha un importo e una durata abbastanza limitati: varia tra il 40 e il 60% dell'ultimo salario e si protrare per un periodo di tempo non superiore a 8 mesi (12 mesi per gli ultracinquantenni). E' probabile che il ministro Fornero decida di estendere l'ambito di applicazione di questa indennità, ma non gli riuscirà facile convincere i sindacati a rinunciare ai vecchi ammortizzatori sociali, che hanno una durata molto più lunga dell'attuale sussidio di disoccupazione.
L'assegno di mobilità, infatti, copre un periodo di tempo compreso tra 12 e 48 mesi a seconda dell'età del lavoratore e della regione di residenza mentre la Cig straordinaria può durare fino a un massimo 36 mesi nell'arco di 5 anni.
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