"Vuole un commento sulla riforma Fornero ? E come faccio? Il governo si è riservato di inviare un documento alle parti sociali. Quando lo vedrò mi pronuncerò". Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro del secondo governo Prodi e capogruppo del Pd alla commissione del Lavoro alla Camera, è critico. E attende.
Un'idea generica se la sarà fatta...
Da quello che ho potuto capire mi sembra che per il sindacato questa riforma rappresenti un passo indietro o prefiguri, nel peggiore dei casi, il rischio di un'ecatombe sociale come ha detto Bonanni. Dall'altro lato Confindustria ha chiesto di rallentare il passaggio dal vecchio al nuovo sistema stante la situazione di crisi. Non mi pare insomma una discussione in discesa.
Dopodiché...
Dopodiché si tratta di capire che cosa rappresenta questa assicurazione sociale sul lavoro che, mi pare, dovrebbe sostituire l'indennità di mobilità e le tutele del lavoro non standard, cioé non a tempo indeterminato. Osservo solo che diciotto mesi di tutela che partono da 1.110 euro mensili che dopo sei mesi diminuiscono del 15% e dopo altri sei mesi di un altro 15%, sono al ribasso rispetto all'attuale strumento della mobilità. In un periodo come questo è un grave errore: noi, le tutele, non dobbiamo restringerle, ma aumentarle e farle diventare universali anche per chi ha un lavoro discontinuo.
Sulla rimodulazione dell'articolo 18 c'è stato qualche piccola apertura da parte di Bersani...
Sarebbe profondamente sbagliato far passare l'idea della libertà di licenziamenti individuali per motivi economici. In una situazione recessiva come quella che sta vivendo l'Italia aprirebbe la stura ai licenziamenti. Questo, lo ritengo socialmente accettabile. Altra cosa è la manutenzione dell'articolo 18, il superamento di alcuni aspetti formali o meglio ancora l'accelerazione della durata delle cause di lavoro.
Che cosa accettereste?
Se si ponesse un tetto di tre mesi per risolvere un contenzioso di lavoro, diremmo di sì. Quanto agli aspetti formali cui accennavo facciamo riferimento a questioni di varia natura che riguardano, per esempio, la tempistica sull'invio delle lettere di comunicazione. Sostanzialmente, però, non sono favorevole a una modifica sostanziale dell'articolo 18.
Perché siete perplessi di fronte alla costituzione di un unico modello di ammortizzatori sociali?
Bisogna assolutamente mantenere la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, che è pagata dalle imprese e dai lavoratori. Al limite estenderla a coloro che non hanno questi strumenti di mutualità.
Le sue perplessità riguardano anche quella parte della riforma che prevederebbe il ricorso allo strumento principe dei contratti di apprendistato per i nuovi assunti?
Tutt'altro. Assumere l'apprendistato come contratto prevalente va bene. Così come va bene l'introduzione di una protezione contro le dimissioni in bianco. E anche se vengono eliminate alcune forme di flessibilità in ingresso, come feci quand'ero ministro cancellando il lavoro a chiamata, sarei favorevole.
Non ci fosse un accordo che cosa farebbe il Pd?
Mi auguro ci sia un accordo unitario.
Se non ci fosse?
Se non ci fosse avremmo problemi in parlamento.
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