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Monti cancella il segreto bancario. Siamo nudi davanti al fisco

Dal primo gennaio gli estratti conto dei clienti saranno comunicati periodicamente all'Agenzie delle entrate che potrà confrontarli con le dichiarazioni dei redditi e con le capacità di spesa dei contribuenti calcolata con il redditometro

Monti cancella il segreto bancario. Siamo nudi davanti al fisco Monti cancella il segreto bancario. Siamo nudi davanti al fisco

Tag:  Agenzia-delle-entrate banche decreto salva-italia evasori fisco

di Massimo Morici

Dal primo gennaio l'estratto conto non verrà recapitato solo al titolare. Una copia, infatti, arriverà anche sul tavolo dell'Agenzia delle entrate. Con l'inserimento nella manovra di una sezione dedicata all'emersione della base imponibile (l'articolo 11), il governo Monti dà il definitivo colpo di grazia al segreto bancario in Italia.

Che, in verità, era cominciato a tramontare con l'istituzione dell'anagrafe tributaria nel 2003, per poi subire un pesante colpo la scorsa estate quando Tremonti aveva inserito una norma che obbligava le banche a comunicare all'Agenzia delle entrate le liste dei clienti "a rischio evasione".

Da gennaio, invece, tutti i titolari di conti correnti saranno messi a nudo davanti al Fisco. Le banche, le Poste o qualsiasi intermediario finanziario saranno obbligati a comunicare periodicamente all'anagrafe tributaria le movimentazioni effettuate su tutti i rapporti intrattenuti con la clientela.

Sarà così il fisco a utilizzare le informazioni ricevute per selezionare i contribuenti da controllare: in questo modo porteranno alla luce le disparità tra il reddito dichiarato e quanto denaro transita invece nel conto corrente di un contribuente.

In pratica, come fanno notare alcuni esperti, si capovolge il meccanismo con cui venivano svolte le indagini finanziarie fino ad oggi. Perché se prima in generale si partiva da un soggetto sospetto per risalire ai suoi movimenti finanziari, dal prossimo anno avverrà il contrario: dalla montagna di dati ricevuti sarà il Fisco poi a segnalare una lista di soggetti a rischio evasione.

Ma su chi si concentreranno le maggiori attenzioni? Alcuni osservatori hanno fatto notare che i primi a finire nel mirino della Guardia di finanza saranno i professionisti: quelli che non risulteranno in linea con gli studi di settore, saranno indagati "d'ufficio", con controlli specifici su tutto il territorio e tenendo conto delle informazioni già presenti nell'anagrafe tributaria. Senza contare che, spiando i conti correnti di avvocati, commercialisti e notai, il Fisco conta di recuperare informazione utili anche sui loro clienti.

Un'arma micidiale, insomma, che sommata alle dichiarazione dei redditi e al nuovo redditometro, in grado di "misurare" la capacità di spesa di un contribuente, dovrebbe aiutare lo Stato a stanare gli evasori .

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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