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Petrolio: l'Opec vara un taglio record, ma potrebbe non bastare

La produzione di greggio scende di due milioni di barili dagli attuali 27,3 milioni di barili al giorno. Ma nel 2009 le previsioni dicono che la domanda nel 2009 dovrebbe scendere dello 0,2% (o 0,15 milioni di barili). Appare invece svanito un altro motivo di grande interesse di questa riunione dell'Opec: il possibile ingresso della Russia nell'organizzazione.

Petrolio: l'Opec vara un taglio record, ma potrebbe non bastare Petrolio: l'Opec vara un taglio record, ma potrebbe non bastare

Due  milioni di barili al giorno pari al 7% della produzione dei paesi del cartello  del petrolio: è il più grande taglio dal 1982, quando fu introdotto il sistema  delle quote. Una mossa necessaria, per contenere la discesa del prezzo del  petrolio che è calato intorno ai 45 dollari, giù del 70% rispetto al livello  record del luglio scorso. L'accordo è stato raggiunto stamattina a Orano in  Algeria, in uno dei vertici straordinari più importanti della storia dell’Opec (l'organizzazione che raggruppa i 14  maggiori paesi produttori nel mondo).

La conferma è arrivata per bocca del  ministro del Petrolio saudita, Ali al-Nuaimi: "C'è il consenso per tagliare la  produzione di due milioni di barili". Alla fine l’hanno  spuntata i falchi, Iran e Venezuela , che più volte avevano chiesto un deciso  stop alla produzione oltre i 2 milioni  di barili al giorno. Per  frenare la discesa del prezzo del greggio, a ottobre, l'Opec aveva deciso una  riduzione dell'output di 1,5 milioni di barili, che però è servita a ben poco.  

Con il taglio di oggi, la produzione Opec scende di due milioni di barili dagli  attuali 27,3 milioni di barili al giorno. E seguono la decisione di Orano  anche alcuni paesi che non fanno parte del cartello, cui è stato chiesto un  taglio fino a 600mila barili al giorno. "Se i prezzi correnti si manterranno sul  mercato le imprese russe potrebbero tagliare le loro esportazioni petrolifere  fino a 320 mila barili al giorno", ha detto il vice premier russo Igor Sachin,  presente a Orano come osservatore al vertice Opec con una folta delegazione.  Nessun negoziato oggi per un ingresso  della Russia nel cartello , smentendo voci che erano girate nei giorni scorsi  sulla stampa internazionale. Comunque Sechin ha fatto sapere che la Russia  intende avere nell'Opec un ruolo di osservatore permanente. Per ora solo  l'Azerbaijan è pronto a tagliare la sua produzione di greggio di 300 mila barili  al giorno, come ha ribadito il ministro dell'Energia di Baku in Algeria,  mentre Messico e Norvegia, altri due grandi produttori non Opec di petrolio,  avevano escluso prima ancora del vertice algerino accordi nell'immediato per  tagliare la loro produzione.

La  mannaia sulla produzione dovrebbe provocare il rialzo del prezzo del petrolio  sceso lo scorso mese sotto i 50 dollari al barile e che secondo l’Aie (Agenzia  internazionale dell’energia) tornerà  a 100 dollari al barile, non appena l’economia tornerà a crescere, e salirà  a 200 dollari entro il 2030. Il re saudita, Abdallah, ha più volte ripetuto  invece che il prezzo equo è di 75 dollari al barile.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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