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Ryanair - Alitalia, il sorpasso non c'è. È una finzione. E ora la Borsa indaga

Ryanair - Alitalia, il sorpasso non c'è. È una finzione. E ora la Borsa indaga Ryanair - Alitalia, il sorpasso non c'è. È una finzione. E ora la Borsa indaga
Oct. 11, 2011 - London, London, UK -  LONDON, UK. Michael O'Leary, CEO of budget airline Ryanair, talks at a press conference about the launch of his company's new 'Cash Passport' debit card. The card, launched today (11/10/11) aims to allow Ryanair's regular customers to avoid its £6 admin fee when booking flights. Photo credit: Matt Cetti-Roberts/LNP (Credit Image: © Matt Cetti-Roberts/Lnp/London News Pictures/ZUMAPRESS.com)

Tag:  Alitalia Borsa-Italiana Google News ryanair

di Redazione

di Alessandra Gerli

Tutto tace, almeno per ora. Dalle tre borse sulle quali la Ryanair è quotata, Dublino, Londra e il Nasdaq di New York, non è ancora arrivata nessuna comunicazione ufficiale. Il titolo della compagnia al momento guadagna sia in Irlanda che in Inghilterra.

Ma c’è una patata che rischia di essere bollente per la compagnia low cost irlandese, che almeno su uno dei suoi mercati, l’Italia, ha diffuso dati di traffico che sembrano essere mendaci.

Lo scivolone non è questione di decimali. La compagnia aveva dichiarato di aver fatto viaggiare quasi 6 milioni di persone in più di quante effettivamente imbarcate. Rifatti i conti, i passeggeri trasportati da, per e nel nostro paese nel 2011 erano “oltre 22 milioni”, non 28 milioni 100 mila come annunciato trionfalmente all’inizio di marzo.

Anche lo storico sorpasso sull’Alitalia si è rivelato una svista. Invece che 3 milioni 100 mila passeggeri in più, nel 2011 la Ryanair ha fatto volare 3 milioni 782 mila 190 passeggeri in meno dell’aerolinea italiana.

Ma c’è di peggio. Rivedute e corrette le somme, si scopre che la Ryanair, per la prima volta in 14 anni, ha fatto un passo indietro colossale nel nostro paese, perdendo circa un milione 200 passeggeri nel giro di un anno. Questo, almeno, stando alle cifre dichiarate dalla stessa compagnia nel 2010.

“Ryanair si scusa con Alitalia per aver erroneamente annunciato il sorpasso. Questa dichiarazione si basava su dati elaborati da un nostro dipendente che sarà severamente punito, torturato e mandato in una scuola serale per ignoranti in matematica, poiché non in grado di sommare e sottrarre, ma bravissimo a moltiplicare!”, ha scritto ieri sera la compagnia in un comunicato.

Peccato che dopo averlo annunciato trionfalmente all’inizio del mese, lo scavalcamento era stato ribadito tre giorni fa soltanto: “Ryanair conferma che nel 2011 ha trasportato oltre 28 milioni di passeggeri da, per e in Italia” dichiarava in una nota ufficiale il direttore comunicazione della compagnia Stephen McNamara.

L’Enac, nel frattempo, ovvero la massima autorità aeronautica italiana, ha reso noto i dati sul traffico aereo 2011 nel nostro paese. Senza alimentare le polemiche, con stile british ha pubblicato la graduatoria delle prime 50 compagnie per numero di passeggeri imbarcati: prima Alitalia Gruppo Cai con 25.896.582, seconda Ryanair con 22.114.392, terza easyJet con 10.526.297.

"Welcome Mr. Ragnetti! Good luck! ". Così, con un saluto irriverente al neo amministratore delegato dell’Alitalia e la pagina di un quotidiano italiano che annunciava il sorpasso sullo sfondo, la Ryanair aveva calcato la mano sul sito internet tre settimane or sono.

Ora la low cost proclama che è solo questione di tempo. Lo scavalcamento sulla compagnia italiana arriverà nel 2012 o nel 2013. Ma dietro la bufala restano due dubbi.

Il primo: se quei 6 milioni di “italiani” in più siano da sottrarre ai 75,7 milioni di passeggeri che la Ryanair ha dichiarato di aver trasportato nel 2011 sull’intero network delle sue destinazioni, anche il suo primato sulle compagnie aeree d’Europa decadrebbe automaticamente.

Il secondo dubbio rischia di essere assai pericoloso. Perché chiunque pubblica o divulga notizie false, esagerate o tendenziose per cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci o dei valori di Borsa commette un reato chiamato aggiotaggio.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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