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Scajola, piano d'azione nucleare: "Entro 5 anni la prima centrale"

"In questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione" ha detto il ministro dello Sviluppo economico nel suo intervento all'assemblea di Confindustria. Sì dall'Enel, no dal Pd e Legambiente. Il VIDEO servizio. LEGGI ANCHE: Come funziona il nucleare della porta accanto - Nucleare: ventuno anni fa il referendum, poi lo stop . Partecipa al FORUM

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Tag:  centrale Cluadio-Scajola Enel energia Ermete-Realacci

di Redazione

 

"Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola , intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare" ha aggiunto. "È un solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione".

"Solo gli impianti nucleari" ha detto il ministro "consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione". Il ministro ha anche messo in luce la necessità di definire "una strategia energetica nazionale contenente priorità, indirizzi e strumenti di attuazione per il breve e il lungo periodo" e che sarà sottoposta a pubblica consultazione attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente".

Scajola ha ribadito la necessità di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi".Parlando più in generale di energia, Scajola ha ricordato che "l'obiettivo della crescita non può essere conseguito senza affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità" la questione, anche alla luce della "particolare vulnerabilità dell'Italia".

Il Paese ha bisogno di energia "a costi competitivi, in quantità adeguate e in condizioni certe: la bolletta energetica pesa per 60 miliardi di euro e rende negativa la nostra bilancia commerciale".Il ministro ha spiegato che "bisogna agire con forza lungo tre direttrici: diversificazione, infrastrutture e internazionalizzazione". Per raggiungere gli obiettivi e "rilanciare gli investimenti semplificheremo gli iter autorizzativi, promuoveremo il dialogo con il territorio, premiando con incentivi e iniziative di sviluppo le popolazioni interessate ai nuovi insediamenti".

E in questa azione, sarà consentita anche la possibilità di "estendere l'uso dei termovalorizzatori per la produzione di energia, ottimizzando il ciclo dei rifiuti ". "Ereditiamo inefficienze e ritardi, accumulati negli ultimi 20 anni dall'ultimo piano energetico nazionale: è ora di voltare pagina", ha proseguito annunciando una "strategia energetica nazionale" che "sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente".

L'annuncio del ministro ha suscitato subito reazioni contrastanti. Tra gli entusiasti, l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti , che ha dato subito la disponibilità della sua azienda a fare la sua parte. "Siamo pronti ed effettivamente la durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile", ha spiegato. Di segno opposto il commento di Ermete Realacci , ministro ombra dell'Ambient e. "Non si può tornare al nucleare - ha sostenuto - perché è una scelta costosa e ideologica. È come l'articolo 18, e sappiamo com'è finita quella battaglia".

"Il nucleare è una scelta sbagliata perché è antieconomica, vecchia e pericolosa", ha dichiarato Angelo Bonelli , esponente dei Verdi che ha aggiunto: "L'energia atomica da fissione non ha risolto i gravissimi problemi delle scorie radioattive e dei costi enormi. Questi problemi hanno già portato importanti paesi europei come Svezia, Germania e  Olanda ad uscire dal nucleare e a puntare con forza su energie pulite, rinnovabili e sicure".

Pone dubbi su tempi e risorse, invece, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente : "Prima di sbandierare atomi a destra e a manca l'esecutivo dovrebbe chiarire alcuni piccoli particolari. Prima di tutto: dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli impianti?". Inoltre ci sono, continua Dezza: "Altri aspetti non secondari da chiarire: quelli che riguardano la 'generazione' dei reattori. Dire nuova generazione lascia intendere che si sta parlando della quarta generazione, che è però ancora in una fase embrionale: se tutto va bene impianti di questo tipo saranno disponibili tra 20-25 anni. Se davvero Scajola vuole una prima pietra entro i prossimi cinque anni allora sta parlando della terza generazione, quella che non ha fatto passi avanti in termini di sicurezza e che oggi l'Europa sta generalmente smantellando".

E a proposito dell'Europa, va segnalato che il 35% dell'energia elettrica consumata è di fonte nucleare: nel vecchio continente sono accese quasi 200 centrali nucleari, 59 delle quali nella sola Francia (paese a noi confinante), per una potenza di quasi 170 mila mw. E, a breve, entreranno in funzione altri 13 impianti, per ulteriori 11.800 mw.  Un parco centrali, quello europeo fotografato dagli ultimi dati disponibili - relativi all'aprile scorso - dell'European Nuclear Society che vede i nostri cugini e vicini Francesi al top della produzione nucleare: oltralpe quasi l'80% del fabbisogno eletrico del paese (il 78,5% per l'esattezza) arriva dall'atomo. Parigi batte anche la Federazione Russa che ha 31 impianti per 21.700 mw installati e sta realizzando altre 7 unità per altri 4.700 mw.

Forte è poi la presenza del nucleare anche in Germania dove sono attivi 17 impianti per una potenza di oltre 20 mila mw così come nel nel Regno Unito dove se ne contano 19 (10.200 mw).

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