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Se la cucina è intelligente il consumo di gas scende

Se la cucina è intelligente il consumo di gas scende Se la cucina è intelligente il consumo di gas scende

Tag:  città intelligenti

di Redazione

di Francesca Bruni

Nel dicembre 2010 l’Italia, in un solo giorno, ha consumato 458 milioni di metri cubi di gas naturale. Il record è legato sia alla temperatura eccezionale sia al numero d’impianti che ricorrono a questo combustibile importato e insostituibile. L’energia in Italia è “rara”, pertanto richiede attenzioni speciali. L’Italia, come il Giappone, è una nazione poverissima di risorse naturali e di energia nativa ma è ricca di capitale intellettuale: questo ha portato a un diffuso laboratorio d’idee e d’invenzioni per diminuire o razionalizzare i consumi.

Ingegnosi quanto Leonardo da Vinci, che faceva confluire l’Adda con le chiuse di Trezzo per distribuire razionalmente il suo flusso, gli attivi ingegneri italiani si sono prodigati in forti dispositivi per l’energia. Questo nell’energia elettrica, nel telecontrollo dell’illuminazione, nella distribuzione della forza motrice alle centrali idroelettriche e altro ancora. E sicuramente un settore dove, per evidenti ragioni di convenienza nazionale, abbiamo investito è l’invisibile. Ossia il combustibile invisibile come l’aria: il gas.

E cosa hanno immaginato i nostri attivi “ingegneri del gas”? Se Milano, con i suoi 1.331.807 abitanti e 632.672 unità abitative registrasse quotidianamente un risparmio di 61.116.115 litri di gas, ossia un quarto del suo consumo globale, il risparmio ottenuto potrebbe evitare il pagamento della bolletta a una città come Bologna. Roma, che conta addirittura 2.768.415 abitanti e 1.150.547 abitazioni, se risparmiasse fino a 111.142.840 litri di gas ogni giorno, potrebbe addirittura alimentare una città grande quasi come Torino.

Da dove viene questo grande risparmio? Come ottenere questo risultato? È semplicemente il risultato della razionalizzazione dei consumi se venisse applicato un risparmio del 24%, che una regolazione delle apparecchiature in uso potrebbe ottenere. L’era delle smart grid è anche l’era dei consumi intelligenti del gas. Pensate, se applicassimo un sensore che registra i consumi di ciascun erogatore di gas in casa, cucina e scaldabagno potremmo telematicamente sapere l’entità del consumo. E che potrebbe fare un costruttore di cucine?

Per esempio disporre un sensore in ogni cucina per segnalare quando e come funziona l’apparato. Il sensore trasmetterebbe in simultaneità i dati a una linea esterna alla casa, che tramite powerline (come il sistema Minos di Umpi), attraverso i pali della luce, o reti mesh (come Silverspring in USA), farebbe arrivare i dati a una control room del Comune. In tal modo sapremmo regolare a distanza i flussi e potremmo ottenere un risparmio da regolazione dal 10 al 15%.

Questo è quanto ci aspetta, ma oggi potremmo fare subito e di più: basterebbe istallare in cucina bruciatori per cottura adeguati e il 24% dei consumi sarebbe ottenuto. Ciò è quanto promette e mantiene un’altra azienda italiana, la Sabaf. Ecco pertanto come, con il risparmio di Zurigo, potremmo alimentare Lugano.

E in Sabaf, dove operano ingegneri esperti, ci segnalano che i risparmi restano importanti anche nel caso di città di piccole o medie dimensioni, come Trieste, Verona o Bari, che contano rispettivamente 205.563, 264.545 e 320.146 abitanti, con 111.250, 114.557 e 131.409 unità abitative. In questo caso i risparmi si attesterebbero per la prima a 10.746.750, per la seconda a 11.066.206 e per la terza a 12.694.109 litri di gas, sempre in un’unità di tempo giornaliera.

Questi risultati ci portano verso il dispositivo della cucina intelligente, che occorre prendere in considerazione. Potremmo pertanto affermare, secondo il “modus delle smart grid”, che non è la città che fa la casa, ma è la casa che fa la città.  E senza la cucina, la casa non è una casa, ma è un insieme di locali. La cucina, “cucinare” sono termini che si riferiscono spesso al lavoro intellettuale: “cucinare un testo”, la “cucina dell’azienda e del giornale”, il “cuoco o la cuoca in cucina” per intendere il luogo dove i leader e gli ideatori, ossia i brainworker, elaborano le attività importanti e strategiche.

La cucina evoca un luogo intelligente, quasi un laboratorio intellettuale. Intelligente anche perché sede, in molti casi, dell’utilizzo di sofisticati strumenti tecnologici, frutto dei migliori laboratori del made in Italy, che rendono la cucina un luogo sofisticatissimo.  La cucina moderna e intelligente, con l’impronta del made in Italy, ci spinge a un’ulteriore valorizzazione. Come?  Sabaf dimostra così essere un dei preziosi laboratori italiani di strumenti per l’energia intelligente, che produce linee di bruciatori efficientissimi, in grado di risparmiare gas e di ridurre le emissioni nocive di CO2, grazie a un rendimento medio del 66/69%, contro una normativa europea che richiede il 52%.

Un’azienda bresciana strutturata sul modello delle public company americane: criteri gestionali assolutamente “trasparenti” e comunicazione costante con gli stakeholder.  Altre specialità di questa azienda? Produrre, per esempio, rubinetti in alluminio con un contenuto di piombo 27 volte inferiore ai precedenti in ottone.  Altre aziende, oltre a Sabaf, nel panorama italiano della “geoenergy” compongono il Made in Italy nel settore delle città intelligenti. Terni, Metra, Gefran, FAAM, Enel, Gesi, Umpi, FIAM, Ensun, A2A, Elica, Estrima, Oxygen. Questo è il vantaggio di essere poveri in materie prime.

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