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Decreto del fare: le dieci novità principali

Tasse, famiglie, imprese, semplificazioni burocratiche. Ecco da dove inizia la politica economica del Governo Letta

Decreto del fare: le dieci novità principali Decreto del fare: le dieci novità principali
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri a palazzo Chigi - Roma, 15 giugno 2013 (Credits: ANSA/FABIO CAMPANA)

Tag:  decreto fare fisco governo Letta

Via libera al Decreto del Fare, la prima grande opera del Governo Letta che con un decreto in 80 articoli ha stabilito le urgenze e le priorità di intervento economico (e non solo).
Ne abbiamo selezionate dieci (per cominciare), quelle che sembrano le più rilevanti da subito per dare ossigeno a famiglie e imprese schiacciate (per ragioni diverse ma tra loro collegate) dalla crisi.

IMPIGNORABILITA’ DELLA PRIMA CASA

Per chi ha debiti con il fisco fino a 120 mila euro non sarà più possibile pignorare la prima casa, a meno che non sia “di lusso”.
Si tutelano in questo modo le fasce di popolazione meno ricca. In caso di mancato pagamento di tasse, infatti, l'immobile non potrà essere pignorato (e dunque messo all’asta) salvaguardando quindi un bene primario come l'abitazione oltre che privando il mercato di tutta quella fascia di immobili venduti in asta a prezzi bassissimi che in questo momento di crisi penalizzano ulterioremente la ripresa del settore.  

EQUITALIA PIU’ TENERA
Equitalia diventa meno aggressiva. Il decreto infatti stabilisce che i cittadini che sono in difficoltà con il fisco potranno rateizzare i propri debiti in 120 rate e non più solo in 72, il 67% di tempo in più e con interessi che, al momento, sembrano restare bassi. Si potranno inoltre saltare fino a otto rate (dalle due attuali), anche non consecutive, prima che decada il beneficio della rateizzazione dando una buona mano alle imprese (soprattutto le piccole) in difficoltà con la liquidità a disposizione.

BOLLETTE ELETTRICHE MENO CARE
Taglio di 550 milioni sulla bolletta elettrica a vantaggio dei consumatori. Il Governo è riuscito a cancellare dalle bollette 135 milioni di costi che saranno spostati a carico delle società che operano nelle energie rinnovabili e che hanno un imponibile maggiore di 40 mila euro e ricavi superiori a 200 mila euro. Poi ha tagliato i sussidi Cip6 ancorandoli non più al prezzo del petrolio ma a quelli del gas metano (più bassi e in diminuzione).

TASSI AGEVOLATI ALLE PICCOLE IMPRESE
Banche e Cassa depositi e prestiti (il braccio finanziario del Ministero dell’Economia partecipato anche dalle Fondazioni bancarie) potranno firmare convenzioni per concedere alle imprese fino a 5 miliardi di prestiti a tasso agevolato per comprare macchinari, impiani e attrezzature nuove a uso produttivo. I finanziamenti saranno concessi entro il 2016, con durata massima di 5 anni per un valore massimo di 2 milioni di euro per ciascuna impresa. Per coprire la differenza tra i tassi di mercato e quelli applicati alle piccole e medie imprese lo Stato stanzia quasi 400 milioni di euro.

UNA MANO ALL’EDILIZIA E ALLE INFRASTRUTTURE
Arrivano 3 miliardi di euro per le opere pubbliche già avviate con un cantiere come la Metropolitana di Milano, Roma, Napoli, il che potrà, secondo i calcoli del Governo, creare 30 mila posti di lavoro. I soldi sono stati trovati, a loro volta, sospendendo i finanziamenti per altre opere come la Tav Torino-Lione o il Ponte sullo stretto di Messina.
Come dire: meglio destinare i pochi soldi a completare quanto iniziato invece di avviare opere nuove che rischiano di non trovare poi denari per essere ultimate.
Ma c’è di più: il documento di regolarità contributiva (Durc) viene allungato a sei mesi e le imprese edili potranno compensare i debiti contributivi con i crediti derivanti dallo sblocco da parte della Pubblica amministrazione. Nodo importante che finora ha contribuito a peggiorare la crisi di liquidità delle imprese insieme alla norma (abolita anch’essa) che stabiliva la responsabilità fiscale dell’appaltatore per il versamento allo stato delle ritenute sui redditi da lavoro e dell’Iva dovuta al subappaltatore.

UNA MANO ANCHE ALLA NAUTICA
Un sostegno alle classi più abbienti arriva nel settore della nautica. È stata tagliata la tassa sul lusso introdotta dal Governo Monti sulle imbarcazioni (rivelatasi un flop per il settore ) con il fine di rilanciare la nautica da diporto in fortissima crisi. Viene ridotta l’imposta sulle imbarcazioni fino a 20 metri che si azzera per quelle fino a 14 metri. Da 14 a 17 metri l’importo scende da 1.740 a 870 euro, da 17,01 a 20 da 2.600 a 1.300.

INNOVAZIONE E RICERCA

Nasce il fondo per “i grandi progetti per l’innovazione e la ricerca” con 50 milioni di euro per il 2013 e altri 50 per il 2014.

SPINTA AL DIGITALE
Sarà direttamente la Presidenza del Consiglio ha seguire il lavoro per lo sviluppo dell’Agenda per l’Italia digitale e per il nuovo desk per l’attrazione degli investimenti esteri. Il tavolo di lavoro, guidato dal commissario di governo Francesco Caio, dovrà velocizzare l’attuazione dell’Agenda digitale. Intanto viene liberalizzato il mercato dei collegamenti wi-fi e sarà possibile chiedere una casella di posta elettronica certificata per dialogare con le amministrazioni pubbliche.
Cos’è la Pec
Il lungo cammino dell’Agenda digitale

IL BONUS PER GLI STUDENTI MERITEVOLI
Si chiamo “Borse per la mobilità” e hanno un plafond di 19 milioni di euro. Sono state previste per agevolare studenti che, migliori in base al merito, vogliono iscriversi nell’anno accademico 2013-2014 a corsi di laurea (anche magistrali) in università statali o non statali (ma non a quelle telematiche) fuori dalla propria regione. Il fondo è ripartito tra le Regioni che erogano le risorse. Sempre nelle università è stato sbloccato il turn over liberando 1.500 posti per professori ordinari e 1.500 per nuovi ricercatori. Le università infatti potranno assumere senza superare il 50% della spesa rispetto alle cessazioni di lavoro e non più fino al 20%.

DUE GIORNI PER METTERSI IN RIGA CON IL FISCO
Stop alle tante date (sempre diverse) da segnare in calendario per ricordarci quando e cosa pagare al fisco. Da ora in poi saranno solo due giorni, 1 gennario e 1 luglio, a segnare l’appuntamento degli italiani con l’erario per tutte le norme stabilite fino a quel momento (salvo la possibilità di derogare in norme sucessive).

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