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Euro e agenzie di rating: due teorie un po' bislacche

Euro e agenzie di rating: due teorie un po' bislacche Euro e agenzie di rating: due teorie un po' bislacche

Ogni tanto si formano delle correnti di pensiero che sembrano guidate più dall’irrazionalità che dal buon senso. Prima corrente: le agenzie di rating, in testa la famigerata Standard & Poor’s, vanno controllate , minacciate e imbrigliate perché si sono permesse di degradare alcuni paesi europei. È un po’ come prendersela con l’arbitro perché stiamo giocando male.

La verità è che tutti noi abbiamo accettato una finanza deregolamentata e talmente complessa da rendere necessarie le agenzie di rating: altrimenti nessuno è più in grado di dare un giudizio di affidabilità ai prodotti finanziari sul mercato.

E mentre gli americani qualcosa stanno facendo per trovare un sistema alternativo di giudizio sui titoli pubblici, i politici europei strepitano ma non stanno facendo nulla del genere. Quindi, sparate su Bruxelles , e non sulle regine del rating.

Seconda corrente di pensiero un po’ bislacca: bisognerebbe svalutare l’euro per salvare l’Europa. Certo, siamo tutti d’accordo che un euro più debole sarebbe un toccasana. Ma pensare che una svalutazione possa essere pilotata dall’alto è un po’ ingenuo: forse gli Usa se ne starebbero immobili di fronte al rischio di avere un dollaro sopravvalutato proprio nell’anno delle elezioni? Ma andiamo...

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