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Europa ultima chiamata: 10 idee per rilanciare l'Italia

Le ricette di dieci economisti per dare una scossa all'economia in crisi del nostro Paese

Europa ultima chiamata: 10 idee per rilanciare l'Italia Europa ultima chiamata: 10 idee per rilanciare l'Italia

Tag:  panorama in edicola rilancio dell'economia Unione-Europea

di Guido Fontanelli

di Guido Fontanelli

In collaborazione con l'Università Bocconi di Milano

Ci sono ricette adottate in altri paesi che possono essere importate in Italia per risolvere alcuni dei suoi problemi cronici? Panorama lo ha chiesto ai docenti dell’Università Bocconi di Milano che, in collaborazione con i centri di ricerca Dondena sulle dinamiche sociali, Econpubblica e Igier, hanno individuato 10 aree (dalla concorrenza alle pensioni) su cui si potrebbe intervenire ispirandosi a casi internazionali. Per cinque problemi la soluzione migliore è stata individuata nel Regno Unito, per gli altri in Francia, Germania, Irlanda, Usa e Svezia.

1 - Dossier: MERCATO

Missione: Aumentare la concorrenza

Paese da copiare: Regno Unito

Docente: Michele Polo, professore di economia politica, già consulente della direzione generale della concorrenza della Commissione europea

Il Regno Unito è la patria della concorrenza. Un risultato ottenuto sicuramente grazie all’attitudine  dell’opinione pubblica a considerare importante la tutela del consumatore e a una classe politica che condivide questo sentimento comune. Ma oltre a questi aspetti culturali, che sono difficili da importare in Italia, c’è qualcosa di più concreto che si potrebbe copiare: il funzionamento delle autorità che vigilano sul mercato, dalla Competitive commission (il nostro Antitrust) alla Ofcom (comunicazioni). «Nel mondo anglosassone» sostiene Michele Polo «le autorità sono più indipendenti dal mondo politico e soprattutto sono più aperte nella selezione del personale, che viene scelto in base alle competenze». A titolo di esempio Polo cita il caso abbastanza clamoroso di un alto dirigente della Ofcom che non è inglese: è l’italiano Andrea Coscelli, capo economista. Quindi la ricetta di Polo è:

1) riportare il nostro Antitrust a occuparsi della tutela della concorrenza con più controlli e più sanzioni alle imprese che violano le leggi sulla concorrenza;

2) rendere meno burocratico il funzionamento delle autorità e aprire la selezione dei funzionari in modo da privilegiare la competenza.

2 - Dossier: DEBITO PUBBLICO & CRESCITA

Missione: Stimolare lo sviluppo per diminuire il debito

Paese da copiare: Irlanda

Docente: Francesco Giavazzi,professore di economia politica

Il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record sfondando per la prima volta i 1.900 miliardi di euro: ora viaggia oltre il 120 per cento del pil e nel 2010 gli interessi sul debito sono costati allo Stato oltre 70 miliardi di euro. Un alto debito rappresenta un freno alla crescita, come dimostra l’asfittico tasso di sviluppo del nostro Paese o quello del Giappone, altra nazione iperindebitata. Ma esiste un paese che è riuscito a uscire da una situazione simile a quella italiana? La risposta di Francesco Giavazzi è spiazzante: «La via migliore per ridurre in modo drastico il debito pubblico è far crescere l’economia. E, se devo indicare una ricetta vincente, la mia scelta cade sull’Irlanda». Ma come? La lezione dovrebbe venire da un paese che ha un debito pubblico del 100 per cento del pil e che ha attraversato una crisi violentissima?«Io mi riferisco all’esperienza dell’Irlanda degli anni Novanta» replica l’economista «quando Dublino adottò una serie di misure che favorirono una crescita sana, non drogata come quella degli anni Duemila». Nel 1990 il debito pubblico irlandese era vicino al 100 per cento del pil. Nel giro di 10 anni scese sotto il 40 per cento. Una performance straordinaria che fu resa possibile dallo sviluppo dell’economia: in quel decennio il livello del pil reale irlandese raddoppiò mentre la disoccupazione passava dal 20,4 al 3,5 per cento.

Molte delle ragioni di questo exploit (che tale rimane sebbene poi fu seguito da una bolla immobiliare fino all’inevitabile crollo) non sono esportabili in Italia (per esempio, l’adesione all’Ue e l’accesso al mercato unico furono fattori determinanti per il successo della tigre celtica). Ma altre lo sono: incentivi fiscali alle imprese che investono nel paese, aumento della percentuale di popolazione occupata, una maggiore partecipazione al mercato del lavoro delle donne, investimenti sostenuti nel settore dell’istruzione e della formazione. Tutti interventi che si possono adottare anche in Italia.

3 - Dossier: UNIVERSITA'

Missione: Migliorare l’efficienza del sistema universitario

Paese da copiare: Regno Unito

Docente: Roberto Perotti, professore di economia politica

Il problema principale dell’università italiana, sostiene Roberto Perotti, è che la carriera dei docenti procede per anzianità, in modo automatico. Il risultato è che «un professore non ha alcun incentivo a fare meglio e il sistema non è incoraggiato ad assumere persone brave». Nel Regno Unito invece non è così. Perotti suggerisce di copiare due cose.

1) Il ministero dell’Istruzione di Londra alloca almeno il 30 per cento delle risorse ai dipartimenti universitari in base ai risultati ottenuti e alla qualità della ricerca. Questi risultati sono valutati da un panel di esperti, non solo britannici. Ogni 3-4 anni si verificano nuovamente i risultati e si modifica la distribuzione delle risorse pubbliche. Ogni dipartimento decide in modo autonomo come utilizzare questi soldi.

2) I professori possono essere pagati in modo diverso, premiando i più bravi: per esempio quelli che seguono

gli studenti, vanno a lezione, producono buona ricerca.

Le migliori università del mondo

➜ 1. University of Cambridge Regno Unito

➜ 2. Harvard University Usa

➜ 3. Yale University Usa

➜ 4. Ucl (University college London) Regno Unito

➜ 5. Massachusetts institute of technology Usa

➜ 6. University of Oxford Regno Unito

➜ 7. Imperial college London Regno Unito

➜ 8. University of Chicago Usa

➜ 9. California institute of technology Usa

➜ 10. Princeton University Usa

➜ 175. Università di Bologna Italia

4 - Dossier: PENSIONI

Missione: Garantire un futuro sicuro per i giovani

Paese da copiare: Svezia

Docente: Vincenzo Galasso, professore di economia e direttore del Centro Dondena

Italia e Svezia hanno una cosa in comune sul fronte previdenziale: entrambe hanno realizzato una profonda riforma del sistema negli anni Novanta. Ma la Svezia è stata un po’ più radicale.

1) Come noi italiani, ha introdotto un meccanismo contributivo, agganciando cioè l’ammontare della pensione futura ai contributi versati dal lavoratore. Però, mentre in Italia chi aveva più di 18 anni di contributi è rimasto al vecchio sistema retributivo e per gli altri è stato adottato un calcolo misto, gli svedesi sono partiti subito con il nuovo sistema, spalmando la riforma su tutti.

2) In Svezia il 18,5 per cento del reddito dei lavoratori va ad alimentare il sistema previdenziale: il 16 va alla pensione pubblica, mentre il 2,5 a quella privata. Così, fin dagli anni Novanta, in Svezia è decollata la previdenza integrativa.

3) In Svezia ogni anno l’ammontare dei benefici previdenziali per chi è già in pensione viene aggiustato non solo secondo l’andamento dell’inflazione (come in Italia), ma anche in base alla crescita del pil. «Questo è un meccanismo che sarebbe da importare nel nostro sistema» è l’invito di Vincenzo Galasso «perché trasformerebbe i pensionati da rappresentanti di una rendita di posizione a persone coinvolte nei successi e negli insuccessi dell’intera economia».

5 - Dossier: LAVORO FEMMINILE

Missione: Far lavorare più donne

Paese da copiare: Regno Unito

Docente: Tito Boeri, professore di economia del lavoro

In Italia solo il 56 per cento delle donne tra i 25 e i 64 anni è occupato o in cerca di lavoro, mentre in Europa sono il 69 per cento. Che cosa si può fare per alzare questa percentuale? Un buon esempio, sostiene Tito Boeri, viene dal Regno Unito, dove sono stati introdotti con successo gli employment conditional incentives (sussidi o agevolazioni fiscali condizionati all’impiego) che hanno fatto aumentare l’occupazione femminile e ridurre la disoccupazione di lungo periodo. «Il Working family tax credit è un sussidio concesso alle famiglie a condizione che un individuo lavori almeno 16 ore alla settimana (30 ore se senza figli) e che il reddito familiare non sia superiore a determinate cifre che dipendono dalla numerosità familiare». Il sistema funziona e ha fatto entrare nel mercato del lavoro uomini e soprattutto donne a basso reddito. In Italia, secondo Boeri, bisognerebbe introdurre un meccanismo di questo tipo e abolire invece le detrazioni fiscali per i coniugi a carico, che paradossalmente scoraggiano la ricerca di un lavoro da parte della moglie non occupata: nel momento in cui un familiare inizia a lavorare, il superamento di un certo livello di reddito familiare fa perdere infatti al contribuente il diritto alla detrazione.

6 - Dossier: DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

Missione: Far lavorare più giovani

Paese da copiare: Germania

Docente: Tito Boeri, professore di economia del lavoro In Italia il tasso di disoccupazione tra i giovani sotto i 24 anni arriva al 29 per cento, contro il 21 in Europa. Mentre solo 24 giovani su 100 sono occupati. Una situazione inaccettabile che, secondo Tito Boeri, potrebbe migliorare se si prendesse a modello l’apprendistato alla tedesca. In Germania infatti esiste una categoria di corsi di studio con contenuto molto tecnico, un aggancio diretto al mondo delle aziende e addirittura la garanzia dell’assunzione. La soluzione italiana potrebbe essere introdurre nuove lauree brevi con un forte contenuto professionale (in elettronica, meccanica, chimica, pseudoingegneria) e gestite insieme alle imprese.

Gli studenti dovrebbero dividersi tra aula ed esperienza in azienda. Sarebbe un modo anche per incentivare l’iscrizione all’università da parte di coloro che non vogliono rimanere troppo a lungo fuori dal mercato del lavoro. Assieme al contratto unico a tutele progressive, questa riforma faciliterebbe l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro dalla porta principale anziché da quella dei contratti temporanei e del parasubordinato.

Tasso di occupazione giovanile. Fascia di età dai 15 ai 24 anni

Italia 24,3%

Francia 30,7%

Germania 47,2%

Regno Unito 56,4%

7 - Dossier: CLASSE POLITICA

Missione: Migliorare la «casta»

Paese da copiare: Stati Uniti

Docente: Tommaso Nannicini, professore di econometria

Come migliorare la qualità della classe politica? Intanto bisognerebbe restituire agli elettori la possibilità di scegliere chi votare. E poi aumentare la competizione tra i candidati. Quindi l’Italia dovrebbe tornare alla legge elettorale che prevedeva il maggioritario con l’uninominale secco (elezioni del 1994, 1996 e 2001), magari dopo avere ridotto il numero dei parlamentari e quindi dei collegi. E poi copiare il meccanismo adottato in California per disegnare i collegi elettorali.

Spiega Tommaso Nannicini: «In un sistema con collegi uninominali, il segreto per aumentare o ridurre la competizione sta nel disegno dei distretti elettorali. Se i confini vengono tracciati dai politici, essi tenderanno a rendere i collegi sicuri riducendo la concorrenza politica. Per evitare questo rischio, in California i collegi saranno disegnati da una commissione indipendente che tiene conto di criteri demografici, etnici e socioeconomici».

Ma in Italia, sostiene Nannicini, si potrebbe importare l’idea californiana andando addirittura oltre, per ottenere la selezione dei politici migliori. «Nel definire ogni collegio, la commissione dovrebbe considerare anche la composizione dell’elettorato, così da rendere il più competitivo possibile l’esito atteso dello scontro elettorale».

8 - Dossier: EVASIONE FISCALE

Missione: Avere più dati per colpire gli evasori

Paese da copiare: Regno Unito

Docente: Alessandro Santoro, professore di scienza delle finanze

Uno dei principali ostacoli alla lotta all’evasione fiscale è la mancanza di una misurazione efficace del fenomeno: abbiamo molti indicatori, ma sono parziali e poco attendibili. Nel rapporto presentato dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, sulla riforma fiscale si indica il modello inglese come esempio da seguire per arrivare a una stima ufficiale dell’evasione delle principali imposte, basata su metodologie condivise e trasparenti.

«In Gran Bretagna hanno un’economia sommersa più ridotta di quella italiana ma l’evasione esiste e riguarda in modo particolare l’iva» ricorda Alessandro Santoro. In Italia l’iva non versata ammonta a circa 29 miliardi di euro, pari al 22 per cento del totale, mentre nel Regno Unito è stimata a 29 miliardi con un’incidenza del 17 per cento sul gettito teorico. «Per combattere il fenomeno dell’evasione, a Londra è stato predisposto un sistema di monitoraggio del cosiddetto Tax gap, cioè della differenza tra tasse effettivamente pagate e tasse che teoricamente andrebbero pagate. La rilevazione viene effettuata dalla loro agenzia delle entrate e presentata ogni anno all’opinione pubblica». Grazie a questi dati, diventa più facile verificare quali strumenti hanno un reale impatto sulla riduzione dell’evasione.

9 - Dossier: INVECCHIAMENTO

Missione: Aumentare la natalità

Paese da copiare: Francia

Docente: Francesco Billari, professore di demografia

In Italia gli ultrasettantacinquenni hanno superato il 20 per cento della popolazione, mentre i bambini sotto i 15 anni sono meno del 15 per cento. Un invecchiamento della società dovuto non solo al miglioramento delle condizioni di vita, ma anche alla bassa natalità: il numero medio di figli per donna è di 1,4. In Francia, invece, pur avendo oltre il 50 per cento di occupazione femminile, la media è di due figli per donna. Un risultato ottenuto, come ricorda Francesco Billari, grazie a un’antica attenzione della politica francese verso la famiglia: «Dopo la Seconda guerra mondiale, la Francia ha ritenuto che l’equilibro demografico fosse un obiettivo nazionale. Per questo fu creato un istituto di studi demografici che affrontasse il problema dell’abbassamento della fecondità».

Il risultato di questa considerazione nei confronti della famiglia si è tradotto in una serie di politiche concrete: la Francia spende il 3,7 per cento del pil in vari sostegni alle famiglie, dagli asili nido agli aiuti per i nuclei numerosi, fino agli sconti fiscali in base al quoziente familiare. In Italia, sostiene Billari, bisognerebbe avere il coraggio di ridistribuire la spesa pubblica dagli anziani (e anche dalle inefficienze delle università) verso i bambini e il benessere delle famiglie. Ma gli anziani votano, i bambini no.

La carica degli ultrasessantacinquenni in % sulla popolazione

Italia 33,6

Germania 31,5

Francia 26,3

Regno Unito 24,1

10 - Dossier: PROFESSIONI

Missione: Riformare gli ordini

Paese da copiare: Regno Unito

Docente: Michele Pellizzari, professore di economia del lavoro

In Italia gli ordini professionali svolgono due ruoli che in teoria dovrebbero essere in competizione tra di loro: il ruolo di controllo e regolamentazione da una parte e quello di rappresentanza dall’altra. Per esempio, nel caso degli avvocati l’ordine regola l’accesso alla professione, rappresenta la categoria, stabilisce il codice deontologico e applica le sanzioni. Il problema è che gli ordini sono composti esclusivamente da professionisti e nei loro organi di gestione non sono rappresentati gli utenti (cittadini e imprese) e le istituzioni. In questo modo essi tendono a diventare uno strumento di difesa di interessi corporativi .

Nel Regno Unito si è risolto questo conflitto di interessi dividendo in modo chiaro i due ruoli: c’è un’autorità indipendente i cui membri non sono solo avvocati ma anche rappresentanti dei consumatori, delle imprese, del governo, che si occupa di accesso alla professione, deontologia, sanzioni, tutela dei consumatori. Mentre la rappresentanza della categoria è affidata dalla Law society, che funge da sindacato. Quindi l’Italia dovrebbe creare delle autorità simili a quelle inglesi, con l’accortezza però di ridurre la presenza dei politici al loro interno: molte professioni infatti sono fortemente presenti nel ceto politico del nostro Paese.

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