"Abbiamo bisogno di un aiuto finanziario da Bruxelles, da soli non ce la facciamo. Ho sempre sostenuto che chiedere un aiuto esterno sarebbe stata la nostra ultima possibilità, ma è giunto il momento di seguire anche questa strada. Dopo tutto, si tratta di una questione di interesse nazionale". Il premier portoghese José Socrates ha ammesso di aver bisogno di un prestito di almeno 80 milioni di euro per far fronte ai danni provocati dalla crisi di debito che ha colpito il paese. Lisbona diventa così la terza capitale dopo Atene e Dublino a chiedere assistenza al fondo di salvataggio europeo e al Fondo monetario internazionale.
Per il commissario europeo agli Affari Economici e Monetari Olli Rehn si tratta di un "passo responsabile per la stabilità dell'Eurozona", e l'Unione si è subito detta pronta a intervenire. Risolvere la crisi portoghese diventerà quindi l'obiettivo principale dell'Ecofin informale organizzato a Budapest per venerdì e sabato. E' indubbio che i ministri delle Finanze e i governatori centrali dell'Unione vorranno ascoltare con molta attenzione gli aggiornamenti dei rappresentanti portoghesi sulla situazione economica e finanziaria del paese, visto che in tutta l'Eurozona resta alta la preoccupazione per un possibile contagio, anche peché la crisi delle banche e dei debiti non si può certo dire superata.
La prima nazione a sentirsi chiamata in causa quando si parla di rischio contagio è la Spagna, tant'é che il Ministro dell'Economia Elena Salgado ha tenuto a ribadire subito dopo l'annuncio di Socrates che il suo paese non corre alcun rischio perché è convinta che i mercati finanziari saranno perfettamente in grado di distinguere tra le difficoltà portoghesi e la fase di ripresa che sta attraversando la Spagna, che può contare su un'economia molto più competitiva, nonostante i problemi legati alla crisi delle banche e a un tasso di disoccupazione che non accenna a diminuire.
A preoccupare l'Europa vi sono poi le difficoltà politiche del governo in carica, che difficilmente riuscirà a riguadagnarsi il consenso della popolazione alle elezioni di giugno. Bruxelles, infatti, è consapevole che l'approvazione del piano di salvataggio non basterà a mettere al sicuro l'economia lusitana, che avrà invece bisogno del sostegno di un severissimo (e di certo impopolare) pacchetto di misure di austerità per sopravvivere, che dovrà essere sostenuto da tutte le forze politiche per poter essere efficace.
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