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Grecia fuori dall'euro: gli aspetti positivi

Si farebbe chiarezza sulle responsabilità della crisi. Si calmerebbero i mercati. E si potrebbe iniziare a parlare davvero di unione politica e fiscale

Grecia fuori dall'euro: gli aspetti positivi Grecia fuori dall'euro: gli aspetti positivi

Come un flipper impazzito. Se anche il pallottoliere degli analisti delle più blasonate case d’affari non riesce più a tenere i conti del dramma greco qualcosa vorrà pur dire. Quella dannata uscita di Atene dell’euro acquista col passare dei giorni sempre più consistenza. Eppure, dietro le quinte, in tanti sono ormai convinti che uno strappo sull’Egeo non sarebbe la fine del mondo.

Potrebbe fare vivere una stagione di inferno alla Germania e ai poteri forti d’Europa, sarebbe però anche l’occasione per ripartire, dicono gli economisti interpellati da Panorama.it. L’addio di Atene dal club della moneta unica rappresenterebbe il momento X per avviare il processo di organizzazione dell’area europea. Forse per trasformarla in un’unione politica e fiscale. Questa volta, per davvero.

“L’Europa progredirà solo attraverso la crisi”, diceva uno dei padri fondatori dell’Europa, Jean Monet. Quelle parole oggi risuonano familiari alle orecchie di molti economisti. E’ proprio la crisi nera della Grecia che farà per loro progredire l’Unione europea, portando con sé benefici.

“Il costo da pagare di un’uscita di Atene sarà alto”, avverte Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos e responsabile della newsletter “Il rosso e il nero”. Poi però il tono cambia, si ammorbidisce e lui racconta: “L’Europa vive oggi la stessa situazione di una persona con il mal di denti. Quando ci si toglie il dente malato, dopo l’operazione il dolore, l’infezione, la febbre spariscono. L’Europa malata senza la Grecia dovrà pagare un prezzo alto, ma sarà un divorzio concordato se accadrà”.

Resta il fatto che i listini non potrebbero attendere altro. Lo dice apertamente Mario Spreafico, head of Investments di Schroders Private Banking, ricordando che è da oltre due anni che i mercati si nutrono di turbolenze. “Stanno convivendo con il fallimento della politica europea”. Per questa ragione è convinto che un’uscita di Atene farebbe chiarezza, “nonostante il costo di questa scelta sia tutt’ora aleatorio”.

Da Oltremanica Silvio Peruzzo, economista dell’area euro di Royal Bank of Scotland, si spinge oltre. Ammette anche lui che l’uscita della Grecia dall’euro sarebbe un evento dalle ripercussioni molto negative. “Se però si riuscisse a trovare un modo per limitarle, cosa improbabile secondo noi, un suo addio – scandisce bene – ridurrebbe la dispersione delle performance macroeconomiche e fiscali nell’unione monetaria e al margine faciliterebbe l’applicazione di politiche economiche comuni”.
In altre parole sull’altare dell’euro, immolando Atene, potrebbe nascere la vera unione politica e fiscale, quella che oggi tutti invocano. E che forse, in fondo, a tutta questa storia ha soltanto bisogno di una sua vittima sacrificale. L’Europa l’aspetta.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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