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Pensione complementare: quando chiedere l'anticipazione

Pensione complementare: quando chiedere l'anticipazione Pensione complementare: quando chiedere l'anticipazione
di Viviana Dabusti

* Responsabile Area Previdenza e Soluzioni Applicative di  IRSA, Membro ufficio stampa Ordine Attuari

La normativa attuale consente agli aderenti alle forme pensionistiche complementari di richiedere delle anticipazioni sulla posizione individuale maturata.

Le anticipazioni concesse non possono eccedere complessivamente la misura del 75% del totale ammontare dei versamenti, ivi comprese le quote di TFR, maggiorati delle plusvalenze realizzate.

Le anticipazioni possono essere reintegrate in qualsiasi momento dall’aderente.

Le motivazioni per cui è prevista un’anticipazione sono:

1) per spese sanitarie: sostenere spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, l’aderente alla previdenza complementare può richiedere un’anticipazione per un importo non superiore al 75% della posizione individuale maturata. L’anticipazione può essere richiesta in qualsiasi momento, indipendentemente dall’anzianità della propria posizione previdenziale.

2) per acquisto prima casa: decorsi otto anni di iscrizione a forme di previdenza complementare, il lavoratore può richiedere un’anticipazione in misura non superiore al 75% della posizione individuale maturata, per l’acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, o per la realizzazione di interventi di ristrutturazione relativamente alla prima casa di abitazione.

3) per ulteriori esigenze: al compimento degli otto anni di iscrizione, gli aderenti possono richiedere un’anticipazione per ulteriori esigenze per un importo non superiore al 30% della posizione individuale maturata.

La COVIP, con delibera del 30 maggio 2007, ha confermato l’ammissibilità della presentazione di reiterate richieste di anticipazioni, anche in riferimento ad una medesima causale. Ciò ovviamente, fermo restando il rispetto delle condizioni previste circa la durata dell’iscrizione ed il massimale erogabile.

Si precisa che il raggiungimento degli 8 anni di iscrizione previsti per alcune tipologie di anticipazioni, sia da intendersi unicamente come periodo minimo per formulare per la prima volta una richiesta di anticipazione. Una volta maturato questo periodo, l’iscritto ha facoltà di esercitare il suo diritto alle anticipazioni, anche reiterando successivamente la richiesta, senza limiti di tempo tra una richiesta e l’altra.

Le forme pensionistiche complementari devono effettuare alcune verifiche di compatibilità dell’importo richiesto rispetto ai limiti percentuali complessivamente previsti dal legislatore.

Le anticipazioni possono essere reintegrate, a scelta dell'aderente, in qualsiasi momento anche mediante contribuzioni annuali eccedenti il limite di 5.164,57 euro. Sulle somme eccedenti il predetto limite, corrispondenti alle anticipazioni reintegrate, è riconosciuto al contribuente un credito d'imposta pari all'imposta pagata al momento della fruizione dell'anticipazione, proporzionalmente riferibile all'importo reintegrato.

Per le richieste di anticipazioni “per ulteriori esigenze”  è previsto che, al fine di evitare che tramite la reiterata richiesta di anticipazioni si possano eludere i vincoli percentuali previsti dalla normativa, si deve verificare che l’insieme delle anticipazioni richieste per tale causale non superi, nel totale, il 30% della posizione complessiva dell’iscritto incrementata di tutte le anticipazioni percepite e non reintegrate.

Gli aderenti che decidono prosecuzione volontaria della contribuzione oltre il raggiungimento dell’età pensionabile possono sempre chiedere l’erogazione delle anticipazioni fino al momento di fruizione delle prestazioni pensionistiche di previdenza complementare, purché si trovi nelle condizioni  per esercitare il diritto.

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