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Esodati, cosa fare con la lettera dell'Inps

L'istituto della previdenza sta inviando le comunicazioni a chi è rimasto senza pensione e senza lavoro. Ecco come comportarsi dopo averla ricevuta

Esodati, cosa fare con la lettera dell'Inps Esodati, cosa fare con la lettera dell'Inps
Una manidestazione degli esodati (Credits: Alessandro Di Marco/Ansa)

Tag:  elsa fornero esodati Inps pensioni

di Andrea Telara

Caro esodato, finalmente hai diritto ad andare in pensione. E' questo, in sostanza, il significato della lettera che l'Inps ha inviato nei giorni scorsi a 25mila italiani. Si tratta appunto degli esodati, cioè quei lavoratori che hanno firmato in passato un accordo per mettersi in mobilità e che rischiavano  di rimanere senza un impiego e senza la pensione, per effetto della manovra previdenziale attuata nel dicembre del 2011 dal ministro del welfare, Elsa Fornero (che ha allungato l'età del pensionamento).

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

I destinatari della comunicazione sono soltanto una quota (poco più di un terzo) della prima platea di 65mila persone salvaguardate. Altre 40mila lettere arriveranno nelle prossime settimane, mentre restano ancora da definire i tempi per le comunicazioni da recapitare alla restante parte di esodati, già tutelata con certezza dalla legge (in tutto, si tratta di un esercito di altri 55mila lavoratori che, aggiunti ai primi 65mila, rappresentano un totale di 130mila italiani).

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

Per adesso, a tirare una volta per tutte un sospiro di sollievo sono dunque 25mila nostri connazionali. Si tratta  di lavoratori che, oltre ad aver maturato i requisiti del pensionamento con le regole precedenti la riforma Fornero il 6 dicembre 2011, possiedono i seguenti requisiti:

-Sono entrati in mobilità prima del 4 dicembre 2011 (cioè prima dell'entrata in vigore della legge Fornero).

-Sono entrati in mobilità dopo il 4 dicembre 2011 ma sulla base di accordi collettivi firmati dalle imprese e dai sindacati prima di questa data.

IL NUOVO FONDO PER GLI ESODATI

Chi non ha compiuto ancora 62 anni, rimarrà a carico dei fondi di solidarietà (cioè quelli da cui oggi riceve il trattamento di mobilità) anche se ha già maturato il diritto al pensionamento con le vecchie regole. Dopo i 62 anni, invece, tutti gli esodati che fanno parte di questo primo scaglione potranno finalmente incassare l'assegno dell'Inps.

ESODATI: QUESTIONE IRRISOLTA

Va ricordato che la lettera inviata dall'istituto della previdenza è soltanto una comunicazione preliminare, con cui si rende nota (nero su bianco) la lieta novella del diritto alla pensionamento, ormai acquisito definitivamente. Con una successiva comunicazione, l'Inps informerà gli esodati sulla decorrenza della loro pensione, sui  tempi e sulle modalità di presentazione della relativa domanda. Per il momento, i lavoratori già salvaguardati devono dunque avere ancora un po' di pazienza e aspettare. Intanto però, l'Inps ricorda che tutte le domande di prestazioni e servizi dell'ente possono essere presentate attraverso due canali:

- Direttamente dal sito web www.inps.it, nella sezione Servizi online

-Oppure attraverso i patronati delle associazioni sindacali e di categoria

L'istituto della previdenza ha messo in piedi anche un terzo canale per dialogare con i cittadini: il contact center dell'ente, raggiungibile al numero gratuito 803 164 oppure, dal cellulare, al recapito  di rete fissa 06/164164. Chi non ha ricevuto ancora la lettera dell'Inps ma pensa di far parte della prima platea dei salvaguardati, può dunque iniziare a informarsi.

GLI ESODATI E LA TASSA DI SOLIDARIETA'

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