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Pensioni: così potrebbe cambiarle il governo Letta

A riposo con 62 anni di età e 35 di servizio, ma con qualche penalizzazione. Ecco i nuovi requisiti con cui l'esecutivo potrebbe modificare la riforma Fornero

Pensioni: così potrebbe cambiarle il governo Letta Pensioni: così potrebbe cambiarle il governo Letta
Il ministro del lavoro, Enrico Giovannini (Credits: Alessandro Di Meo/Ansa)

Tag:  Cesare Damiano elsa fornero Enrico Giovannini governo Letta pensioni

di Andrea Telara

In pensione con 62 anni di età e 35 anni di servizio. Potrebbero essere questi, ma il condizionale è d'obbligo, i nuovi requisiti per congedarsi dal lavoro, se il governo Letta cambierà l'ultima riforma previdenziale voluta dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero .

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORN ERO

GLI ASSEGNI ANTICIPATI

Da qualche giorno, circola infatti l'ipotesi che l'esecutivo adotti (almeno in buona parte) la proposta avanzata in Parlamento dal deputato del Pd (ed ex-ministro del lavoro nel governo Prodi), Cesare Damiano. Assieme ad altri parlamentari del suo partito (tra cui Pierpaolo Baretta) Damiano ha infatti presentato da tempo una proposta di legge per modificare la vecchia riforma Fornero e abbassare un po' l'età del pensionamento senza tuttavia penalizzare troppo i conti pubblici. L'idea dei parlamentari del Pd è infatti quella di stabilire delle penalizzazioni sull'assegno (fino all'8% dell'importo) per chi si ritira dal lavoro prima dei 66 anni, cioè prima della soglia anagrafica di vecchiaia fissata dalla legge Fornero.

Contemporaneamente, sono previsti anche degli incentivi (cioè una maggiorazione dell'assegno), per chi invece decide di ritirarsi dal lavoro più tardi, cioè tra i 66 e i 70 anni. Nello specifico, fermo restando il requisito minimo di 35 anni di servizio, lo schema indicato dalla proposta Damiano è il seguente.

E' prevista una riduzione dell'assegno pari all'8% per chi va in pensione a 62 anni

- del 6% per chi si ritira a 63 anni

- del 4% per chi ha 64 anni

- del 2% attorno alla soglia dei 65 anni.

Chi si mette a riposo a 66 anni, invece, ottiene la pensione piena. Il lavoratore può tuttavia scegliere anche di rimanere in servizio ancora per un po'. In questo caso, la pensione maturata cresce del 2% per ogni 12 mesi di permanenza al lavoro dopo il superamento della soglia dei 66. Ecco due esempi concreti:

- chi va in pensione a 67 anni ottiene una maggiorazione (al lordo delle tasse) del 2%

- a 68 anni l'aumento dell'assegno è del 4%

- a 70 anni c'è invece un incremento dell'8%

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, pur non esprimendo un giudizio di merito sulla proposta di Damiano, ieri ha detto che di considerarla sostenibile dal punto di vista finanziario. Bisognerà vedere, però, se anche il governo la pensa allo stesso modo.

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