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Meridiana: sciopero dopo i tagli anticrisi

I sindacati chiedono un piano strategico per assorbire le perdite

Meridiana: sciopero dopo i tagli anticrisi Meridiana: sciopero dopo i tagli anticrisi
di Antonella Bersani

Assistenti di volo e lavoratori della compagnia aerea Meridiana Fly in sciopero oggi per 8 ore, dalle 10 alle 18. I passeggeri del secondo vettore nazionale dopo Alitalia-Cai siano dunque preparati ai disagi. Anche se la comunicazione secca dell’astensione si porta dietro qualcosa che va ben oltre il problema di riorganizzare trasporto, bagagli, viaggi d’affari o vacanze.

Dopo il quasi-fallimento di WindJet , sermpre alla ricerca di un partner, i problemi di Alitalia-Cai, la crisi economica che ha ridotto viaggi e voli, l’aumento del costo dei carburanti e le tante piccole compagnie aeree europee colate a picco, la Filt-Cgil apre infatti ufficialmente anche il caso “Meridiana”, che dopo il piano anticrisi siglato con i sindacati si è presentata al mercato con una semestrale in miglioramento (il rosso è diminuito del 20 per cento) ma comunque in perdita per circa 60 milioni. “Le perdite sono diminuite solo grazie ai tagli e alla riorganizzazione del lavoro” commenta Mauro Rossi di Fileta-Cgil. “Se non ci sarà a breve rilancio e un piano industriale che possa far rinvenire il fatturato, possiamo tranquillamente dire che questo sarà il primo di una lunga serie di scioperi”.

La domanda però oggi è: si può pensare a un rilancio positivo con queste condizioni di mercato? E la risposta è difficile. Tanto complessa che l’emergenza occupazionale e industriale del comparto finirà lunedì davanti al tavolo del ministro Corrado Passera nel corso di un incontro con i sindacati di categoria. Oggetto della discussione, il destino di un comparto che vale 50 mila posti di lavoro. Dei circa 6 mila cassintegrati di tutta la regione Lazio, 4.600 sono ex Alitalia in Cig dal 2008 e pronti a entrare in mobilità.

Meridiana ne ha mandati in cassa integrazione già un migliaio, la metà del suo organico. E il futuro nessuno riesce a vederlo mentre tutte le principali compagnie macinano perdite e Ryanair fa il pieno, inseguita però dal Fisco italiano. “Ritengo questo sciopero strumentale e poco responsabile. Proprio non lo capisco, e non a caso a sostenerlo c’è soltanto una sigla sindacale, La Filt” commenta l’amministratore delegato di Meridiana Fly Giuseppe Gentile: “Mi chiedono un piano strategico? Ma come è possibile una tale richiesta in un momento in cui c’è fitta nebbia anche sul domani, se non c’è mercato, se si naviga a vista?”.

Il piano di crisi varato da Meridiana il 18 novembre 2011 ha ridotto dell’8 per cento le retribuzioni, di altrettanto i premi variabili, tagliato dirigenti, usato gli ammortizzatori sociali e concordato con i sindacati una riorganizzazione dei turni di lavoro, da prolungare  in caso di necessità. “Abbiamo ridotto le perdite del 20 per cento: non basta per tornare in positivo ma si tratta comunque di un’inversione di tendenza” continua Gentile. “Ci stiamo dando da fare per cercare lavoro ovunque, ma la situazione è tremenda. E frenarci ora con gli scioperi sarebbe davvero controproducente”.

Meridiana si è mossa tempestivamente per coprire alcune tratte rimaste scoperte dopo lo stop dei voli WindJet. Ha stretto un accordo con Turkish Airlines concendo un aereo per un anno, ha ripianificato le tratte tradizionali al “risparmio” “ma siamo andati oltre le previsioni peggiori. Faccio un esempio: ho pianficato quest’anno un solo volo per le Maldive, contro i tre degli anni passati. Ebbene, non abbiamo riempito neppure quello. E siamo stati costretti ad accordarci con la compagnia Neos per dividerci in pochi passeggeri, effettuando un volo ogni tre mesi a testa”.

Meridiana parte oggi da un fatturato di 287 milioni. È il secondo operatore italiano dopo Alitalia sulle tratte di medio raggio. Copre circa il 20 per cento del mercato “e per questo occorre una pianificazione più lungimirante” ribatte però Mauro Rossi. “Non si può contare soltanto sui tagli o sullo spremere al massimo i lavoratori rimasti. Mi spiego: un’ipotesi come il prolungamento dei turni anche su un arco di 30 ore è stata accettata come “eccezionale” in sede di accordo, ma è presto entratta nella programmazione aziendale. Così non va. Almeno l’intesa va rispettata”.

Anche se è vero che l’ipotesi dello sciopero ha spaccato i sindacati. “L’astensione è stata indetta soltanto da Filt, che non ha la maggiore rappresentatività in azienda ” interviene anche Francesco Staccioli, dell’Unione sindacale di Base “Noi abbiamo preferito lasciare ai nostri associati libertà di scelta, senza prendere una posizione ufficiale forte”.

Motivo? “La guerra si fa a Roma, al tavolo ministeriale”. Le piccole battaglie non bastano più. “Serve una serie politica di settore che lo riorganizzi in tutte le sue componenti, aeroporti compresi. Troppi e da razionalizzare secondo logiche di mercato e non di potere”. A regolare il tutto, leggi ad hoc chiare “che impediscano alle aziende di imboccare furbe scappatoie” che troppo spesso sfociano in crisi irreversibili. La crisi non perdona più nulla.

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