Perché la Cina, che in genere preferisce mantenere un profilo molto basso nelle questioni internazionali che non intaccano i suoi interessi nazionali, è così attiva nel promuovere le iniziative dei Brics, tanto da arrivare a condannare insieme agli altri emergenti le decisioni della coalizione occidentale e i bombardamenti della Nato in Libia? Forse Pechino si aspetta qualcosa dalla cooperazione con quelle che potrebbero diventare le potenze del futuro?
Difficile rispondere, anche se è impossibile negare che da quando i paesi emergenti hanno dimostrato di essere più bravi di Europa e Stati Uniti ad affrontare e superare la crisi finanziaria iniziata nel 2008 la loro influenza politica è cresciuta tanto quanto quella economica.
Tra il 2001 e il 2010, gli scambi commerciali tra questi paesi sono significativamente aumentati. Il Brasile, ad esempio, ha sempre esportato la maggior parte delle materie prime di cui dispone negli Stati Uniti e in Europa. Ma da quando ha iniziato a vendere anche alla Cina gli equilibri sono cambiati. Anche perché Pechino offre a Brasilia una fonte di reddito in più, legata alla vendita di prodotti alimentari. E in questo modo è riuscita ad affermarsi come primo partner commerciale (56 miliardi di dollari).
Lo stesso vale per la Russia, che trova oggi il commercio con l'Asia molto più conveniente di quello con gli Stati Uniti e le Repubbliche ex-sovietiche. Ancora, India e Brasile puntano alla Cina per ottenere i finanziamenti necessari per realizzare importanti opere infrastrutturali, ma allo stesso tempo sono convinti che la forza dell'interdipendenza dei Brics permetterà loro di tenere sotto controllo l'eventuale -e pericolossissima- invasione di prodotti cinesi a basso prezzo capaci di spiazzare alcuni settori delle rispettive economie.
A queste condizioni, l'interesse dei paesi emergenti a rafforzare i propri legami diventa l'unica strada percorribile per diversificare i fattori di rischio e avere nuove opportunità. Del resto, il tasso di crescita medio di queste cinque nazioni supera l'8%, il doppio rispetto alla media mondiale del 4,1%.
Dopo la sentenza che ha condannato il direttore di Panorama e due giornalisti della nostra testata: le reazioni del mondo della politica e del giornalismo. Tutti gli articoli sul caso Mulè
Gli effetti del caro-prezzi sul portafoglio, analizzati alla convention di Rimini
Accattivanti e alla moda ma anche pronti a registrare quello che vedono di nascosto. Il garante: "Rischi per i rapporti con le persone"
Grazie al feedback visivo, funzionano meglio gli esercizi di riabilitazione
Siamo stati a tavola con l'attrice di Basic Instinct: curiosi di sapere cosa mangia una diva? - Il meglio e il peggio dei look sulla Croisette: #1 #2 #3 #4 #vedoenonvedo
![]() |
Commenti