Un software dirà se siamo nel mirino del fisco. Questa la novità principale del nuovo redditometro che l’Agenzia delle entrate e la Sose (società pubblica specializzata negli studi di settore) hanno messo a punto per combattere l’evasione. Lo spauracchio che i contribuenti attendono da mesi di esaminare in dettaglio è ormai pronto e dovrebbe essere presentato al massimo nel giro di qualche settimana. Anzi, era pronto già due mesi fa. «Lo abbiamo consegnato a luglio. Se non è stato ancora applicato è per ragioni di opportunità» dice a Panorama il presidente della Sose, Giampietro Brunello, lasciando intendere che l’amministrazione ha preferito non mandare messaggi ansiogeni agli italiani subito prima delle vacanze.
La sorpresa è che l’agenzia guidata da Attilio Befera non utilizzerà questo strumento solo per stanare i potenziali evasori ma anche per condividere con loro i propri criteri di valutazione, nella speranza di convincerli a dichiarare di più. In che modo? «L’Agenzia delle entrate» prosegue Brunello «metterà online un programma che contiene campi per ognuna delle spese più importanti: dall’acquisto della casa a quello dell’automobile o della barca, all’assicurazione e così via. A queste voci andrà poi aggiunta una quota fissa stabilita automaticamente dal sistema per cibo e vestiario. Se la somma sarà troppo alta rispetto al reddito dichiarato, il programma stesso avvertirà il contribuente che non è coerente e rischia un accertamento».
Per questo Brunello insiste per parlare di «redditest» più che di redditometro, dal momento che non si tratterà di uno strumento di accertamento in sé, ma solo di un criterio di selezione per accertamenti futuri, la cui possibilità viene comunicata online al contribuente. Fa questa gran differenza? «Altroché! Dopo il test il cittadino può dialogare con l’amministrazione. Se è incoerente per via di entrate non considerate nel test ma documentabili, come una donazione ricevuta da un familiare, può mettersi tranquillo». Tutti gli altri, invece, cominceranno a sudare.
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