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Riforma del lavoro, parla Giuliano Cazzola: "Non mi piace, è un disastro e porterà solo rigidità sul mercato"

Per il presidente della Commissione lavoro alla Camera le nuove norme approvate oggi al Senato creano solo molti vincoli ai contratti e non porteranno benefici

Riforma del lavoro, parla Giuliano Cazzola: "Non mi piace, è un disastro e porterà solo rigidità sul mercato" Riforma del lavoro, parla Giuliano Cazzola: "Non mi piace, è un disastro e porterà solo rigidità sul mercato"
Giuliano Cazzola (Credits: LAPresse)
di Andrea Telara

Giuliano Cazzola, deputato del Pdl e vice presidente della Commissione lavoro alla Camera non ha cambiato idea: la riforma del welfare voluta dal governo e appena approvata al Senato, è "un mezzo disastro che creerà un mercato del lavoro più rigido, con troppi vincoli ai contratti flessibili”.
Nonostante queste critiche al vetriolo, a Montecitorio Cazzola voterà probabilmente sì alla legge, anche se non esclude di esprimere il suo dissenso su alcuni punti, in particolare sulle modifiche all'articolo 18. “In Senato c'è stato qualche miglioramento al testo della legge”, dice Cazzola, “ma le cose che non vanno sono ancora molte”

Dunque, potrebbero esserci nuove modifiche alla Camera?
Credo che il testo verrà approvato senza cambiamenti sostanziali, anche se nella maggioranza ci sono molti mal di pancia.

Si riferisce al Pdl?
Mi riferisco anche e soprattutto al Pd, che vorrebbe estendere gli ammortizzatori sociali previsti dalla riforma ma che ha ben pochi margini di manovra. Mancano le coperture finanziarie.

Allora, a Montecitorio ci sarà una legge-fotocopia di quella uscita dal Senato?
Non posso dirlo con precisione, ma ripeto: le modifiche saranno probabilmente poche. Il governo ha fretta di chiudere la partita e non possiamo permetterci di discutere troppo a lungo su questi temi.

Dunque,quando arriverà il via libera definitivo dei deputati?
Se non ci saranno intoppi, credo entro la fine di giugno. Può darsi però che la  Camera approvi qualche modifica importante. In tal caso, il testo dovrebbe tornare ancora al Senato.

È un'ipotesi credibile?
E' uno scenario che non escluderei del tutto, anche se per adesso rimane improbabile. Ricordiamoci quello che è avvenuto sul Collegato Lavoro, cioè la legge approvata nel 2010 dal governo Berlusconi.

Che cosa è accaduto?
Ha fatto per ben 7 volte la spola tra Camera e Senato. Ma ripeto: il governo vuole evitare tempi troppo lunghi, anche per non sfigurare a livello internazionale.

Come sarà il mercato del lavoro italiano dopo la riforma Fornero?
Sarà più rigido è conserverà i problemi che lo assillano da anni o, addirittura, li vedrà aggravarsi. Lo spirito della riforma si basa sull'idea sbagliata che l'unica tipologia di assunzione possibile è quella a tempo indeterminato e tutto il resto, cioè il lavoro flessibile, è un'anomalia che va combattuta. Assumere un nuovo dipendente per le aziende non sarà più facile.

Ma lei voterà no alla riforma?
Per senso di responsabilità voterò sì ma non escludo di dissentire su alcuni punti, a cominciare dalle modifiche all'articolo 18.

Perché?
Le nuove norme introdotte sui licenziamenti sono forse la parte peggiore della riforma: si è scelta una soluzione pasticciata che non fa altro che creare confusione nei contenziosi di lavoro.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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