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Spending review, i quattro punti cardine

Passa la fiducia alla Camera per i 26 miliardi di tagli in tre anni. Ecco cosa cambia

Spending review, i quattro punti cardine Spending review, i quattro punti cardine
I ministri della Difesa Giampaolo Di Paola e dell'Economia Vittorio Grilli sui banchi del governo durante le dichiarazioni di voto sulla spending review alla Camera - 7 agosto 2012 (Credits: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Tag:  Enrico Bondi province spending review tagli alla spesa

di Ilaria Molinari

Alla fine il provvedimento sui tagli alla spesa è stato approvato. Mentre un presidio sparuto di lavoratori statali della Cgil e della Uil fallivano nel tentativo di realizzare un flash mob a Piazza Montecitorio, davanti alla Camera, proprio in segno di protesta contro quella che definiscono una "mannaia del governo che taglia in modo insensato e iniquo le risorse destinate ai servizi pubblici", veniva posta la fiducia sul provvedimento frutto del lavoro di Enrico Bondi, il commissario straordinario alla spesa.

Il provvedimento prevede tagli per 26 miliardi in tre anni: 4,5 miliardi nel 2012, 10,5 miliardi nel 2013 e 11 miliardi nel 2014. Consente così di far slittare da ottobre del 2012 al 30 giugno del 2013 l'incremento dell'iva di due punti percentuali (dal 10% al 12%, dal 21% al 23%). Anche se il ministro dell'Economia Vittorio Grilli si è augurato di non dover ricorrere a questa misura anche in seguito.

TUTTO SULLA SPENDING REVIEW

Ecco i quattro punti chiave.

- Tagli al pubblico impiego: entro il 2014 saranno mandati a casa 24 mila dipendenti pubblici, pari al 20% dei dirigenti e il 10% degli impiegati. Le strade sono due: il pensionamento se in possesso dei requisiti prima della riforma delle pensioni di dicembre o la messa in mobilità con l'80% dello stipendio per 24 mesi (prorogabile di ulteriori 24). Cambiano i buoni pasto (ridotti a sette euro) e i giorni di permesso per gli statali (qui lo statale dell'era post-Monti ).

- Tagli alla sanità: Il fondo sanitario nazionali viene privato di 900 milioni nel 2012, 1,8 miliardi nel 2013 e 2 miliardi nel 2014. Le conseguenze principali saranno 7 mila posti letto in meno negli ospedali, e un abbassamento della spesa farmaceutica territoriale dal 13,3% del 2011 all'11,35% del 2013.

- Riordino delle province: l'obiettivo è dimezzare il numero attuale . Una provincia potrà esistere se avrà un'estensione di 2.500 chilometri quadrati e 350 mila abitanti. Altrimenti verrà cancellata. Nasceranno, in compenso, dieci città metropolitane.

- Tagli agli Enti locali: i trasferimenti alle Regioni verranno tagliati di 13 miliardi entro il 2014. Solo le Regioni vedranno tagliati 1,3 miliardi nel 2012, 2,2 miliardi nel 2013, 2,5 miliardi nel 2014. Ai Comuni, però, andranno 800 milioni in più per il 2012.

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PERCHÈ NON È QUESTA LA STRADA GIUSTA

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