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Saldo Imu, i cinque consigli prima di pagare

Aliquote, rendite da calcolare, bollettini da compilare, scadenze e penali. Il 17 dicembre, data del versamento, si avvicina.

Saldo Imu, i cinque consigli prima di pagare Saldo Imu, i cinque consigli prima di pagare
(Credits: Ansa)

Tag:  aliquote Imu saldo

di Giuseppe Cordasco

È ormai certo che per questo 2012 i botti di Capodanno sarà solo il fisco italiano a spararli, e lo spettacolo pirotecnico non è fissato per la mezzanotte del 31 dicembre bensì per il 17 dicembre ultimo giorno utile per il pagamento dell’Imu. Sembra infatti che grazie a quella che resta la tassa più odiata dagli italiani, stando alle ultime stime fatte da Confcommercio, nelle casse pubbliche entreranno qualcosa come 28 miliardi di euro, da dividere più o meno a metà tra Stato centrale e Comuni. Molto di più dunque delle già rosee previsioni fatte dal governo che aveva parlato di 21-23 miliardi di euro. Queste cifre infatti si basavano solo sulle aliquote base stabilite proprio dall’esecutivo.

Su di esse però si è abbattuto il carico degli aumenti decisi a livello locale . Rincari che la maggior parte dei sindaci ha giustificato con i pesanti tagli dei trasferimenti con cui tutti gli enti locali hanno dovuto fare i conti. Morale della favola, per non fallire la maggior parte delle amministrazioni locali ha dovuto appesantire proprio il carico dell’imposta sugli immobili. E allora, all’approssimarsi del fatidico 17 dicembre sarà il caso di ricordare le cinque cose fondamentali di cui tenere conto per saldare definitivamente questo amaro conto con il fisco:

Aliquote
Per il calcolo finale dell’Imu bisogna aver preso nota dell’aliquota definitiva che ogni Comune ha stabilito per i propri immobili. Ricordiamo che le aliquote base decise dal governo, sono di 0,4% sulla prima casa e di 0,6% sulla seconda. La maggior parte dei sindaci ha cercato, nel limite del possibile, di tenere invariata l’aliquota sulla prima casa, con rare eccezioni di Comuni dove è salita allo 0,5%. Sulla seconda casa invece ci sono stati gli aumenti maggiori, con la maggior parte delle amministrazioni che è arrivata fino al massimo consentito dalla legge fissato a 1,06%. E’ utile poi ricordare che ogni Comune ha deciso di stabilire aliquote diversificate per le seconde case concesse in affitto , distinguendo tra affitti concordati e locazioni lasciate al libero mercato.

Rendita catastale
Per poter calcolare da soli il saldo dell’Imu, bisogna, come d’altronde già fatto per il primo acconto di giugno, o anche per la seconda rata di settembre per chi avesse scelto la rateizzazione in tre tranche, dotarsi della propria rendita catastale. Per farlo, ci si può recare direttamente presso i competenti uffici provinciali, oppure si può più comodamente richiedere la visura catastale online. Non ci sono costi da sopportare e il tutto avviene in maniera molto rapida.

Metodi di pagamento
Come prevede uno specifico decreto del 23 novembre scorso, sarà possibile effettuare il pagamento del saldo dell’Imu con modalità diverse. Si potrà innanzitutto optare per il classico modello F24. In alternativa si potranno utilizzare specifici bollettini postali, disponibili presso tutti gli uffici, che sono già prestampati e pronti per la compilazione. Ovviamente il pagamento materiale potrà avvenire sia presso gli sportelli, ma anche online per chi già abitualmente utilizza questo sistema.

Compilazione e codici
È il passaggio a cui prestare più attenzione. L’Agenzia delle entrate ha infatti già fatto sapere che eventuali errori di compilazione non precluderanno il buon esito del pagamento, ma dovranno comunque essere sanati con una successiva comunicazione ad hoc. Bisognerà introdurre i propri dati anagrafici, e poi una serie di codici. In particolare, quello che indica il Comune di residenza, che ovviamente sarà diverso a secondo del luogo in cui ci si trova. Inoltre, dovranno essere utilizzati i codici 3912 per segnalare la somma di acconto già versata, il codice 3918 per la parte di saldo che andrà al Comune e il 3919 per quella di competenza statale. A questo proposito ricordiamo che nelle casse statali finisce la metà del gettito previsto secondo le aliquote base. Per il saldo finale dunque bisognerà calcolare il totale dell’Imu in base all’aliquota definitiva decisa dal Comune, e da questa togliere la parte di competenza statale, una cui metà ovviamente è stata già versata a giugno.

Scadenze e sanzioni per i ritardatari
Dal primo dicembre scorso è già possibile effettuare il versamento dell’Imu, la cui scadenza ultima è fissata, come più volte ribadito, per il 17 dicembre. Chi non desideri dunque ritrovarsi in qualche megafila in banca o alla posta può fin d’ora espletare l’amaro dovere fiscale. Per chi invece per ragioni contabili non fosse in condizioni di rispettare la data ultima di versamento, è bene ricordare che esistono delle penali a cui si va incontro. Qui trovate tutti i dettagli , tenendo conto che comunque le sanzioni previste, almeno entro il primo mese di ritardo, sono lievi.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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