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Zopa è tornata, ora si chiama Smartika

Dopo il placet della Banca d'Italia, torna online (ma con un altro nome) il servizio che consente agli utenti di prestarsi soldi sul Web senza intermediari bancari o finanziari

Zopa è tornata, ora si chiama Smartika Zopa è tornata, ora si chiama Smartika

Tag:  Economia 2.0 Google News prestiti online smartika social-lending

di Roberto Catania

C’eravamo lasciati, era l'estate del 2009, dicendo addio a Zopa e al suo (interessante) progetto di social lending. Per la Banca d’Italia prestarsi soldi fra utenti sul Web non era possibile a certe condizioni: che un conto è essere intermediari, un altro è fare raccolta del risparmi. Una motivazione che però non ha scoraggiato lo staff della società, a cominciare dal suo amministratore delegato, Maurizio Sella. Che in questi mesi ha fatto di tutto per convincere le autorità della legalità della propria iniziativa. Chi la dura la vince, si dice in questi casi: perché oggi, a distanza di quasi tre anni, il progetto Zopa è risorto, con un nome tutto nuovo - Smartika – ma l’obiettivo di sempre: fare del Web il posto nel quale gli utenti possono prestarsi direttamente denaro tra loro, senza intermediari bancari o finanziari.

Bankitalia, quindi, ha detto sì. Dopo aver contestato il pericolo di esposizione di fronte ad eventuali creditori dei conti di deposito (ovvero delle somme di denaro in giacenza, in attesa di essere abbinate alla richieste di prestito), la nostra banca centrale si è di fatto adeguata alla normativa europea, riconoscendo alle società che operano nel social lending la qualifica di Istituti di Pagamento , realtà diverse dalla banche e dagli Imel, ma comunque autorizzate a prestare servizi di pagamento.

Smartika va così ad aggiungersi ai circa 35 servizi analoghi che operano in questo settore in tutto il mondo, alcuni dei quali – va detto – iniziano a presentare volumi di prestiti erogati piuttosto interessanti: nel 2011 Lending Club negli Usa ha erogato prestiti per 260 milioni di dollari, Zopa UK circa 60 milioni di sterline.

Il modello scelto da Smartika è abbastanza lineare: chi richiede soldi può ottenere prestiti da 1.000 a 15.000 euro, rimborsabili in 24, 36 e 48 mesi, con un processo per molti versi simile a quello tradizionale, ma con alcune sostanziali differenze.

Al termine della richiesta online il richiedente sa immediatamente e realmente se può avere il prestito, a condizioni basate sul proprio merito creditizio (rilevato attraverso l’interrogazione ad apposite banche dati, e sui tassi offerti al momento dai prestatori);  per minimizzare il rischio il prestito viene frammentato in centinaia di microprestiti di differenti "prestatori"e viene restituito con rate mensili suddivise e accreditate da Smartika.it ai prestatori per le microrate di spettanza.

Va detto che il prestatore (chiunque voglia investire nell'iniziativa una cifra da 100 a 50.000 euro) può scegliere le tipologie di richiedenti a cui prestare (in base al merito creditizio), ma anche decidere il tasso a cui offrirlo, aggiustandolo nel caso in base all’andamento della domanda e dell’offerta sul marketplace; il prestatore, spiega inoltre lo staff della società, "ha piena conoscenza sull’utilizzo del suo denaro e sull’andamento del proprio portafoglio prestiti; può cedere i suoi crediti ad altri prestatori se ha urgenza di liquidità".

Rispetto a Zopa, ci tiene a sottolineare Carlo Vitali, Marketing Manager di Smartika Spa, vi sono ulteriori tutele per il cliente, sia sulle tempistiche e revoca delle operazioni sia soprattutto sulla solidità dell'Istituto di Pagamento che deve essere amministrato con dei livelli di controllo molto elevati, simili a quelli delle banche: controllo del rischio, compliance (ossia piena adesione e adeguamento alle normative), internal audit, revisori dei conti oltre che collegio sindacale.

Difficile dire se in un momento di stretta creditizia come quello che stiamo attraversando, Smartika possa rappresentare un’alternativa valida alle banche. Di certo, il limite dei 15.000 euro rappresenta una soglia piuttosto bassa, soprattutto per chi fa impresa. Va detto, comunque, che da inizio del 2008 alla prima metà del 2009 – prima cioé di essere stoppato dalla Banca d’Italia – il servizio contava già su una community di circa 5.000 persone e su un ammontare complessivo di prestiti per oltre 7 milioni di euro.

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